virus sinciziale

In Italia, la protezione dei neonati dal Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) non è uniforme: l’accesso alla profilassi dipende dalla regione di nascita. Alcune regioni garantiscono l’anticorpo monoclonale sin dai primi mesi del 2024, altre solo dalla metà dell’anno, mentre in alcune aree la somministrazione è limitata ai bambini nati durante la stagione epidemica.

Questa frammentazione, evidenziata dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) attraverso un’analisi condotta con le sezioni regionali, ha prodotto differenze territoriali significative. Il Presidente SIP, Rino Agostiniani, sottolinea come l'assenza di una strategia nazionale abbia generato disuguaglianze, con un impatto variabile sulle ospedalizzazioni per bronchiolite a seconda di quando è partita la campagna di profilassi.

Il virus respiratorio sinciziale: un rischio globale per i neonati

Il VRS è una delle principali cause di infezioni respiratorie nei bambini piccoli. A livello mondiale provoca ogni anno:

  • 3,6 milioni di ricoveri
  • Oltre 100.000 decessi tra i minori di cinque anni

In Italia, il virus si manifesta soprattutto tra ottobre e aprile, con il picco tra gennaio e febbraio, causando un elevato numero di accessi nei Pronto Soccorso pediatrici e ricoveri, inclusi quelli in terapia intensiva.

L’anticorpo monoclonale Nirsevimab, approvato dall’EMA nel 2022 e dall’AIFA nel 2023, rappresenta una risorsa fondamentale per ridurre i casi più gravi, come dimostrato dalle esperienze di Valle d’Aosta, Francia, Spagna e Stati Uniti.

L’introduzione dell’anticorpo in Italia: un sistema disomogeneo

La prima stagione di utilizzo dell’anticorpo monoclonale è stata caratterizzata da incertezze procedurali. Solo il 17 ottobre 2024, la Conferenza Stato-Regioni ha deliberato la somministrazione gratuita e su base volontaria dell’anticorpo per:

  • Neonati dal 1° novembre 2024
  • Nati nei 100 giorni precedenti
  • Bambini fino a due anni con condizioni di fragilità

Tuttavia, ogni regione ha poi adottato criteri propri, creando disparità nell’accesso.

Copertura vaccinale: tre livelli di protezione

Copertura vaccinale: tre livelli di protezione

Dall’analisi SIP emergono tre fasce di copertura regionale:

  1. Protezione più ampia → Lombardia, Piemonte, Sicilia, Veneto: anticorpo garantito a tutti i nati dal 1° gennaio 2024
  2. Copertura parziale → Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta (nati dal 1° aprile 2024); Calabria, Liguria, Puglia (1° luglio 2024); Campania, Lazio (1° agosto 2024); Emilia-Romagna inizialmente solo ai nati in stagione, poi estesa ai nati di settembre
  3. Copertura limitata ai nati in stagione → Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Sardegna, Umbria: anticorpo garantito solo ai nati tra novembre e marzo, a causa della carenza di dosi

Vaccinazione materna: ancora poco diffusa

Un altro strumento di prevenzione è la vaccinazione materna contro il VRS, approvata dall’EMA nell’agosto 2023. Somministrata tra la 24ª e la 36ª settimana di gravidanza, permette al neonato di ricevere protezione passiva per sei mesi.

Ad oggi, solo Sicilia e Molise hanno avviato programmi per l’immunizzazione delle madri.

Verso una strategia unitaria

Il quadro attuale, seppur comprensibile nella fase iniziale, non può diventare permanente. Secondo SIP, è cruciale definire per tempo un piano nazionale coordinato per la prossima stagione, evitando ritardi e garantendo pari opportunità di protezione a tutti i neonati.

Importanza dei check-up pediatrici

Al di là dell’immunizzazione, è essenziale che tutti i bambini siano sottoposti a controlli pediatrici regolari, con particolare attenzione alla salute respiratoria nei primi mesi di vita. Screening tempestivi e monitoraggio costante possono fare la differenza nel rilevare eventuali complicazioni legate al VRS e ad altre infezioni respiratorie.

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