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Il cancro, malattia devastante che non risparmia nessuna parte del mondo, avrà un impatto economico globale che supererà i 25 trilioni di dollari da qui al 2050, mettendo a rischio la produttività e i sistemi sanitari mondiali. Ma i costi materiali non sono che la punta dell'iceberg: ogni ora, ben 280 bambini perdono un genitore a causa di questa malattia, e in molte situazioni, le donne affette da tumore al seno o cancro cervicale affrontano non solo le difficoltà fisiche, ma anche l’abbandono da parte dei propri cari.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Oms, ha sottolineato l’urgente necessità di un cambiamento radicale nella risposta globale al cancro, durante il suo intervento all’evento della Lancet Oncology Commission on Cancer nel Commonwealth. "Il cancro non ha confini", ha dichiarato, "colpisce persone in ogni angolo del mondo, indipendentemente dallo stile di vita o dalla posizione sociale. È la seconda causa di morte a livello mondiale, con quasi 9,6 milioni di decessi ogni anno, un numero che supera la popolazione di una grande città come Londra."

Il costo economico e umano del cancro

Il costo economico e umano del cancro

Il cancro non è solo una sfida sanitaria, ma una questione economica globale. Le stime suggeriscono che, nei prossimi 25 anni, il cancro peserà sull'economia mondiale con costi diretti di cura e perdite produttive che si avvicinano ai 25 trilioni di dollari. Questo corrisponde a un'imposta annuale dello 0,55% del Pil mondiale. Tuttavia, il costo umano del cancro è incalcolabile: ogni giorno, migliaia di famiglie vivono il dolore della perdita e l’impatto devastante sulla loro vita quotidiana.

Un dato particolarmente drammatico riguarda la condizione di molte donne che lottano contro il cancro al seno e cervicale. Nel mondo, solo il 25% delle donne ha accesso ai farmaci essenziali, che nei paesi sviluppati sono ormai standardizzati. L’accesso limitato ai trattamenti è un problema che non riguarda solo le risorse, ma anche le disuguaglianze sociali. Inoltre, il 50% delle donne che affrontano il cancro cervicale è lasciato solo: abbandonate dai partner, senza supporto emotivo, una realtà che aumenta il peso psicologico della malattia.

Disuguaglianze profonde nella risposta globale

Una delle sfide più grandi è rappresentata dalle disuguaglianze globali nella cura del cancro. Sebbene in molti paesi a reddito elevato i tassi di sopravvivenza siano buoni, in altre aree del mondo, specialmente nei paesi a basso e medio reddito, la realtà è molto diversa. Mentre nel primo caso, quasi il 90% dei bambini affetti da cancro sopravvive, in molte regioni più povere i tassi di sopravvivenza non superano il 30%.

A peggiorare la situazione, solo il 16% dei paesi del Commonwealth ha integrato nella propria rete sanitaria di base servizi essenziali per la gestione del cancro. Questi dati evidenziano un’urgente necessità di un’azione congiunta da parte delle nazioni per ridurre il divario nelle cure e nell'accesso ai farmaci.

La povertà generata dal cancro

Il cancro non solo rappresenta una grave minaccia alla vita, ma porta anche le famiglie vulnerabili a una spirale di povertà generazionale. In molti casi, le famiglie che non riescono a coprire i costi delle cure sono costrette a rinunciare a trattamenti vitali. “Nessuno dovrebbe trovarsi a dover scegliere tra salute e sopravvivenza,” ha affermato Tedros, mettendo in evidenza la difficoltà di affrontare la malattia quando le risorse sono scarse.

Accesso inadeguato alle cure innovativi

Inoltre, le innovazioni terapeutiche che vengono celebrate nei paesi sviluppati rimangono inaccessibili per la maggior parte delle persone colpite da cancro nel mondo. La immunoterapia, una delle scoperte più significative degli ultimi anni, rappresenta un notevole progresso, ma i costi elevati limitano il suo utilizzo. Ad esempio, mentre i farmaci salvavita per il cancro al seno sono ampiamente disponibili nei paesi ad alto reddito, la situazione è ben diversa nelle nazioni in via di sviluppo, dove solo una minoranza di donne può beneficiare di queste cure salvavita.

L'Oms ha iniziato a includere l’immunoterapia nell'elenco dei farmaci essenziali, ma la sua disponibilità è attualmente limitata a pochi tumori, come il melanoma. In attesa di ulteriori sviluppi, l’Oms sta valutando nuove soluzioni per ampliare l’accessibilità e ridurre i costi di questi trattamenti. È cruciale che anche i paesi meno ricchi possano includere i più recenti trattamenti oncologici nelle loro politiche sanitarie, un passo che potrebbe salvare milioni di vite.

Un’opportunità economica nella lotta contro il cancro

Nonostante le difficoltà, migliorare la prevenzione e il trattamento del cancro non è solo un imperativo sanitario, ma rappresenta anche un’opportunità economica. Investire nella lotta contro il cancro ha infatti un ritorno significativo: ogni dollaro investito potrebbe generare un ritorno economico di 12 dollari, un dato che evidenzia l'importanza di integrare la lotta al cancro nelle politiche sanitarie globali.

Per affrontare questa sfida, l’Oms ha messo a disposizione strumenti che aiutano i governi a pianificare e finanziare i servizi sanitari necessari, concentrandosi su rapporti costo-efficacia e garantendo un accesso equo alle cure per tutte le persone, indipendentemente dalla loro provenienza geografica.

La strada da percorrere

Il cancro non si combatte solo con la ricerca o con i progressi terapeutici, ma con un impegno globale che includa anche la prevenzione, l'educazione sanitaria e l'accesso universale alle cure. Senza un cambiamento nelle politiche sanitarie globali, il cancro continuerà ad essere una delle malattie più devastanti, non solo per le vite che spegne, ma anche per l’impatto economico che comporta, perpetuando disuguaglianze e portando milioni di persone in una spirale di sofferenza e povertà.

Al primo posto naturalmente rimane la prevenzione, laddove all'apparire di determinati sintomi, dall'indubbia evidenza, è fondamentale sottoporsi ad esami diagnostici specializzati.

In questo senso, ogni azione contro il cancro rappresenta un passo verso un mondo più giusto e solidale, dove la salute è un diritto universale e l'accesso alle cure non è più una questione di ricchezza o di classe sociale.

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