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Torna d'attualità il tema delle farmacie dei servizi con la proposta del sottosegretario alla salute Marcello Gemmato che fa discutere. Aisi indica come priorità a ambulatori e poliambulatori già operativi sul territorio nazionale: più prestazioni subito e tempi di attesa più brevi

ROMA, 24 APRILE 2026 – AISI (Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti) interviene sulla proposta del Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato di destinare 50 milioni di euro al potenziamento delle prestazioni cliniche nelle farmacie.

Per l’Associazione, il tema non è ampliare i luoghi di erogazione, ma sostenere e utilizzare pienamente la rete poliambulatoriale già esistente sul territorio nazionale, che garantisce prestazioni con standard, personale e tecnologie adeguate ma oggi opera con margini compressi e capacità non pienamente utilizzata.

In questo contesto, destinare nuove risorse fuori da questa rete rischia di non incidere in modo efficace sui tempi di accesso alle cure e di frammentare ulteriormente l’offerta sanitaria.

SOSTENIBILITÀ E PRIORITÀ: IL NODO DEL NOMENCLATORE

Il Presidente di AISI, Karin Saccomanno, pone l’accento sulla coerenza delle scelte pubbliche: “Il punto non è moltiplicare i punti di accesso, ma rafforzare quelli che già garantiscono qualità e sicurezza clinica. Destinare 50 milioni a nuovi modelli, mentre si attende da anni la revisione del Nomenclatore, significa non intervenire sul vero nodo del sistema. Operiamo con tariffe ferme da oltre vent’anni, a fronte di un aumento dei costi superiore al 25% nell’ultimo triennio. In queste condizioni, molte strutture stanno progressivamente riducendo l’attività o chiudendo.”

UNA RETE GIÀ PRONTA: INVESTIMENTI E STANDARD

Il Direttore Generale, Giovanni Onesti, evidenzia il valore della rete esistente: “In Italia operano circa 350.000 ambulatori e poliambulatori che rispettano oltre 420 requisiti normativi e sostengono investimenti significativi. Un poliambulatorio investe mediamente tra 150.000 e 500.000 euro per ogni sala diagnostica, con costi annui rilevanti per manutenzione e taratura certificata. Questa infrastruttura esiste già ed è in grado di erogare prestazioni in sicurezza: la priorità è metterla nelle condizioni di lavorare a pieno regime.”

LISTE D’ATTESA E DIGITALE: LA CAPACITÀ INESPRESSA

Il Segretario Generale, Fabio Vivaldi, sottolinea il potenziale immediato: “Oggi esiste una capacità produttiva inutilizzata che potrebbe contribuire a ridurre i tempi di attesa in pochi mesi, se venissero sbloccati i tetti di spesa e aggiornate le tariffe. Il tema è utilizzare meglio le risorse già presenti, evitando dispersioni e rafforzando ciò che funziona.”

UNA PROPOSTA DI SISTEMA

AISI chiede l’apertura immediata di un tavolo tecnico con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia per riallineare l’allocazione delle risorse agli obiettivi di riduzione dei tempi di attesa e sostenibilità del sistema.

“Le liste d’attesa non si riducono creando nuovi contenitori, ma utilizzando meglio quelli che esistono – sottolineano i vertici di AISI –. Il tema non è contrapporre modelli, ma garantire coerenza nell’uso delle risorse pubbliche e valorizzare una rete sanitaria già operativa su tutto il territorio nazionale.”

In un sistema in cui la spesa per la sanità privata supera i 46 miliardi di euro l’anno, per l’Associazione la priorità è sostenere la rete poliambulatoriale esistente, aumentare subito le prestazioni erogabili e riportare equilibrio tra costi reali e tariffe, oggi ferme da oltre vent’anni.

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