limportanza dei muscoli masticatori per la salute cognitiva degli anziani Source claudio 1769391088783

Masticare non serve soltanto a mangiare meglio. Sempre più studi stanno infatti analizzando il possibile legame tra salute orale, memoria e rischio di demenza, aprendo nuove prospettive sul rapporto tra bocca e cervello.

Secondo diversi ricercatori internazionali, una corretta masticazione potrebbe contribuire a mantenere attive alcune funzioni cognitive grazie all’aumento del flusso sanguigno cerebrale, alla stimolazione di specifici circuiti neuronali e al miglioramento della salute intestinale.

L’ipotesi oggi al centro degli studi è che esista un vero e proprio asse “masticazione-cervello”, capace di influenzare memoria, attenzione, umore e persino il rischio di sviluppare malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Perché la masticazione è importante per il cervello

Masticare rappresenta una delle prime fasi della digestione, ma gli effetti sembrano andare oltre l’apparato gastrointestinale.

Gli esperti spiegano che durante la masticazione aumenta la produzione di saliva e vengono attivati enzimi digestivi che facilitano la scomposizione degli alimenti. Il cibo ridotto in particelle più piccole viene poi digerito più facilmente, migliorando il lavoro dell’intestino e del microbiota.

Ma il cervello potrebbe ricevere benefici indiretti importanti. Alcuni studi suggeriscono infatti che la masticazione aumenti il flusso sanguigno cerebrale e stimoli aree coinvolte nella memoria e nell’apprendimento, come l’ippocampo, una delle regioni maggiormente colpite dall’Alzheimer.

La perdita dei denti e il rischio di demenza

Una delle osservazioni che ha attirato l’attenzione degli studiosi riguarda il rapporto tra perdita dei denti e declino cognitivo.

Diversi lavori scientifici hanno evidenziato che le persone con difficoltà di masticazione o con un numero ridotto di denti naturali mostrano più frequentemente alterazioni della memoria e un rischio maggiore di sviluppare demenze.

In uno studio europeo condotto su oltre 28 mila persone sopra i 50 anni, chi conservava una buona capacità masticatoria otteneva risultati migliori nei test cognitivi legati a memoria, linguaggio e abilità numeriche.

Anche altre ricerche hanno osservato che mantenere più denti naturali potrebbe essere associato a migliori capacità cognitive nel tempo.

L’asse intestino-cervello potrebbe avere un ruolo chiave

Gli specialisti ricordano che il collegamento tra masticazione e cervello potrebbe passare anche attraverso il cosiddetto asse intestino-cervello, il sistema di comunicazione tra apparato digerente e sistema nervoso centrale.

Una digestione più efficiente e una migliore salute intestinale potrebbero influenzare positivamente infiammazione, metabolismo, umore e funzioni neurologiche.

Secondo alcuni neuroscienziati, masticare correttamente aiuterebbe inoltre a ridurre stress e ansia, favorendo un migliore equilibrio generale dell’organismo.

Gli studiosi invitano comunque alla cautela

Nonostante i dati interessanti, gli esperti sottolineano che il rapporto tra masticazione e Alzheimer è ancora oggetto di studio e non esistono prove definitive.

Alcuni neurologi invitano a non trasformare queste osservazioni in conclusioni troppo semplicistiche. La perdita dei denti potrebbe infatti essere collegata ad altri fattori di salute, infiammazione cronica o invecchiamento generale che influenzano anche il cervello.

Per questo motivo gli studiosi spiegano che servono ulteriori ricerche per capire se migliorare la capacità masticatoria possa davvero ridurre il rischio di demenza o rallentare il declino cognitivo.

Visite specialistiche e prevenzione per proteggere cervello e memoria e combattere l'insorgere dell'alzheimer

Visite specialistiche e prevenzione per proteggere cervello e memoria e combattere l'insorgere dell'alzheimer

Gli esperti ricordano però che mantenere una buona salute orale resta fondamentale a ogni età. Controlli regolari dal dentista e dall’odontoiatra, cura delle gengive e sostituzione dei denti mancanti aiutano non solo la bocca, ma il benessere generale dell’organismo.

In presenza di problemi di memoria, difficoltà cognitive o cambiamenti del comportamento è importante rivolgersi anche al neurologo o ai centri specializzati nella diagnosi precoce delle demenze.

La prevenzione dell’Alzheimer continua comunque a basarsi soprattutto su alcuni pilastri consolidati: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, sonno adeguato, controllo dei fattori cardiovascolari e stimolazione cognitiva costante.

Secondo gli specialisti, la salute del cervello dipende infatti dall’equilibrio complessivo di molti fattori che lavorano insieme lungo tutto l’arco della vita.

La salute del cervello passa anche dai piccoli gesti quotidiani

Masticare lentamente e correttamente potrebbe quindi rappresentare un tassello in più all’interno di uno stile di vita orientato alla prevenzione.

Anche se la scienza non ha ancora confermato definitivamente il rapporto diretto con Alzheimer e demenze, gli studi stanno mostrando quanto alimentazione, salute orale, intestino e cervello siano profondamente collegati.

E proprio da questi collegamenti potrebbero nascere in futuro nuove strategie per proteggere memoria e funzioni cognitive durante l’invecchiamento.

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