Una ricercatrice 30 10 2025 Alanews

La risposta alla cosiddetta “pandemia silenziosa”, quella causata dai super batteri resistenti a tutti gli antibiotici, arriva dall’Italia e segna un punto di svolta nella medicina moderna.
Un gruppo di ricercatori coordinati da Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena, ha isolato un anticorpo monoclonale umano capace di neutralizzare il batterio Klebsiella pneumoniae, una delle specie più temute perché ormai resistente a ogni antibiotico conosciuto.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, rappresenta un avanzamento cruciale nella lotta globale all’antibiotico-resistenza, una condizione che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) minaccia di riportare la medicina all’era pre-antibiotica, rendendo potenzialmente letali infezioni un tempo facilmente curabili.

Un batterio diventato invincibile per i farmaci

Il protagonista di questa ricerca è il ceppo ST147 di Klebsiella pneumoniae, un microrganismo responsabile di infezioni polmonari, urinarie e del sangue che negli ultimi anni ha sviluppato una resistenza totale – definita pandrug-resistant – contro tutte le classi di antibiotici disponibili.
Questo tipo di batterio, appartenente alla famiglia delle enterobatteriacee, rappresenta una delle principali cause di infezioni ospedaliere e di decessi associati a resistenze multiple.

Il suo pericolo risiede nella capacità di scambiare geni di resistenza con altri batteri e di sopravvivere anche negli ambienti più controllati. Un fenomeno che l’Oms definisce «una delle dieci maggiori minacce per la salute pubblica mondiale».

Come agisce l’anticorpo scoperto a Siena

La ricerca guidata da Rappuoli ha utilizzato un approccio innovativo per isolare anticorpi di straordinaria efficacia. Il team è riuscito a identificare una molecola in grado di colpire in modo mirato la capsula polisaccaridica KL64 che riveste il batterio, una sorta di scudo protettivo che lo rende impermeabile alle difese immunitarie e ai farmaci.

L’anticorpo, testato in laboratorio, ha mostrato un’azione letale già a concentrazioni picomolari, e si è rivelato capace di proteggere completamente modelli animali da infezioni sistemiche fulminanti. Il suo meccanismo di azione è duplice: da un lato favorisce l’inglobamento del batterio da parte dei macrofagi, le cellule “spazzine” del sistema immunitario; dall’altro lega insieme i batteri, impedendone la proliferazione.

Ancora più incoraggiante è la dimostrazione che questo anticorpo funziona anche contro ceppi diversi di Klebsiella pneumoniae, geneticamente e geograficamente lontani ma accomunati dallo stesso tipo di capsula. Ciò ne amplia le potenzialità terapeutiche, aprendo la strada a una nuova classe di terapie biologiche contro le infezioni resistenti.

Una leadership italiana nella ricerca biotecnologica

La pubblicazione su Nature conferma la posizione di eccellenza della ricerca italiana nel campo delle biotecnologie e dell’immunologia applicata. È il terzo grande risultato del Biotecnopolo di Siena in pochi mesi, dopo i precedenti lavori usciti su Pnas e Science Translational Medicine.

Il Biotecnopolo, sostenuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca e da quello della Salute, si conferma un polo di riferimento europeo per lo sviluppo di vaccini, anticorpi terapeutici e piattaforme di risposta rapida alle emergenze infettive.
Lo studio, frutto di una collaborazione interdisciplinare, rappresenta un modello di ricerca pubblica e cooperazione scientifica internazionale mirata a combattere le malattie emergenti e le resistenze farmacologiche.

Verso nuove terapie basate su anticorpi monoclonali

Gli anticorpi monoclonali sono molecole prodotte in laboratorio che imitano le difese naturali del corpo umano. Utilizzati da anni in oncologia e in alcune malattie autoimmuni, stanno trovando ora nuove applicazioni contro i batteri resistenti.

A differenza degli antibiotici, che colpiscono in modo generico ampie famiglie di batteri, i monoclonali agiscono con estrema precisione su bersagli specifici, riducendo il rischio di resistenze e di danni collaterali sulla flora microbica.
La loro flessibilità consente inoltre di progettare rapidamente nuove versioni adattate a ceppi emergenti, un vantaggio strategico in caso di focolai o emergenze sanitarie globali.

In prospettiva, gli esperti immaginano combinazioni terapeutiche in cui gli anticorpi lavorano in sinergia con antibiotici convenzionali o antivirali, potenziandone l’efficacia.

Visite specialistiche e prevenzione tra nuove scoperte e uso prudente degli antibiotici

La scoperta dell’anticorpo anti-Klebsiella rilancia l’importanza della prevenzione delle infezioni e di un uso prudente degli antibiotici, che restano strumenti preziosi ma da impiegare con responsabilità.

Per ridurre la diffusione dei batteri resistenti, gli esperti raccomandano di evitare automedicazione e terapie incomplete, seguendo scrupolosamente le indicazioni del medico curante.
Nei contesti ospedalieri e nelle strutture sanitarie, le misure di igiene e controllo delle infezioni – come l’uso appropriato dei dispositivi di protezione, la sanificazione degli ambienti e la sorveglianza microbiologica – sono fondamentali per limitare la trasmissione dei patogeni multiresistenti.

Dal punto di vista clinico, la diagnosi microbiologica precoce resta essenziale: attraverso test molecolari e antibiogrammi è possibile individuare in tempi rapidi il tipo di batterio responsabile e scegliere la terapia più mirata.

Rischi per la salute legati all’abuso di antibiotici

Rischi per la salute legati all’abuso di antibiotici

L’uso eccessivo e spesso improprio degli antibiotici rappresenta oggi uno dei principali pericoli per la salute pubblica, soprattutto nei soggetti già fragili.
Quando gli antibiotici vengono assunti senza reale necessità o in dosi non corrette, favoriscono la selezione di ceppi batterici resistenti, che diventano progressivamente insensibili ai trattamenti.

Nei pazienti anziani, immunodepressi o affetti da patologie croniche, questo fenomeno può tradursi in infezioni ricorrenti difficili da curare, aggravamenti di malattie respiratorie o urinarie e complicazioni che richiedono ricoveri prolungati.
Inoltre, l’abuso di antibiotici altera il microbiota intestinale, indebolendo ulteriormente il sistema immunitario e predisponendo a infezioni opportunistiche come la Clostridioides difficile, nota per causare gravi coliti.

Per questo motivo, le linee guida internazionali raccomandano un uso mirato e consapevole dei farmaci antibatterici, accompagnato da campagne di informazione rivolte ai cittadini e da un controllo più rigoroso nelle prescrizioni.

Una nuova frontiera per la medicina del futuro

La scoperta dell’anticorpo contro Klebsiella pneumoniae apre una nuova frontiera terapeutica. L’obiettivo è sviluppare farmaci biologici capaci di sostituire o integrare gli antibiotici, restituendo ai medici strumenti efficaci contro infezioni finora incurabili.

In un’epoca segnata dalla crescente resistenza antimicrobica, la ricerca italiana dimostra che l’innovazione scientifica può ancora invertire il corso della battaglia, trasformando una minaccia globale in un’occasione di progresso.
Un passo decisivo verso una medicina più precisa, personalizzata e resiliente, dove la biotecnologia diventa alleata della salute pubblica mondiale.

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