radiografia schiena

Intervista al dott. Edoardo Maccari, neurochirurgo

Introduzione

La colonna vertebrale è una struttura progettata per sostenere il peso corporeo e consentire il movimento. Proprio per questo, molte patologie del rachide si manifestano durante l’attività quotidiana e non sempre risultano evidenti negli esami eseguiti in condizioni di riposo. In questa intervista il dott. Edoardo Maccari, neurochirurgo, affronta i limiti della diagnostica tradizionale e il valore dello studio della colonna in condizioni funzionali.

Quali sono oggi i limiti principali degli esami tradizionali della colonna eseguiti in posizione supina e perché rischiano di non mostrare alcune patologie?

«La risonanza magnetica convenzionale è quasi sempre eseguita in posizione supina e questo comporta che la colonna tenda a riallinearsi, perché è in una posizione di scarico in cui non vengono esercitate le normali forze gravitazionali e il peso del nostro corpo sulle strutture del rachide. Molte volte succede che la risonanza magnetica classica non veda una patologia in grado di spiegare la sintomatologia del paziente, soprattutto quando i sintomi compaiono durante l’attività quotidiana e non quando il paziente è a riposo o sdraiato.»

In quali casi clinici l’esame “sotto carico” fa davvero la differenza nella diagnosi della colonna?

«La colonna vertebrale è una struttura composta da unità funzionali formate da due vertebre e dal disco intervertebrale ed è progettata per svolgere un’attività di carico e di movimento. Quando il dolore compare durante la deambulazione o le attività quotidiane e non trova una correlazione con gli esami tradizionali eseguiti a riposo, diventa utile studiare la colonna nella sua funzione dinamica . Molte volte noi medici ci fermiamo ad analizzare il dolore del paziente perché gli esami risultano essere non dirimenti, ma il dolore del paziente è sempre veritiero. Con L’ avanzare della tecnologia e l’utilizzo di tecniche diagnostiche mirate si può ampliare la nostra visione e si può aiutare in maniera più completa e mirata il paziente.»

Quali alterazioni della colonna vertebrale risultano più evidenti solo quando il paziente è in posizione eretta?

«Patologie come ernie discali, spondilolistesi, micro-instabilità e stenosi del canale vertebrale possono essere particolarmente invalidanti. In alcuni casi portano a una riduzione importante dell’autonomia di marcia o a deficit motori, fino alla difficoltà di eseguire le normali attività giornaliere .»

Perché la compressione fisiologica esercitata dal peso corporeo modifica la morfologia dei dischi e dei nervi? Può spiegarlo con un esempio clinico?

«La differenza tra una risonanza magnetica eseguita quando il paziente è sdraiato e una eseguita sotto carico è come portare la macchina dal meccanico a motore spento. A motore spento è impossibile individuare alcuni problemi. Solo quando il motore entra in funzione e viene stressato emergono le criticità. Lo stesso accade alla colonna vertebrale, che viene realmente stressata in posizione di carico (contro gravità e in movimento).La conformazione reale e la dimensione dei dischi intervertebrali, i rapporti articolari, il movimento delle singole strutture e la pressione esercita sulle strutture nervose varia notevolmente secondo le posizione assunte dalla colonna e i movimenti eseguiti. Quante volte sentiamo dire ho dolore ,ho fitte alle schiena  e/o alla gamba ogni volta che mi alzo o mi siedo ma poi se sto fermo passa….. »

In che modo questi esami aiutano ortopedici, fisiatri e neurochirurghi a impostare meglio un percorso terapeutico o un eventuale intervento?

«La risonanza magnetica sotto carico è un esame che va sempre inquadrato e consigliato nei pazienti in cui c’è una differenza tra la sintomatologia avvertita e il normale esame di risonanza magnetica. In questi casi è utile approfondire con esami che studiano la colonna in maniera dinamica.»

Per i pazienti obesi o claustrofobici, quali vantaggi offre questo tipo di esame?

Per i pazienti obesi o claustrofobici, quali vantaggi offre questo tipo di esame?

«Le risonanze magnetiche sotto carico sono risonanze aperte e quindi fattibili anche per le persone che soffrono di claustrofobia e possibili anche per persone in sovrappeso o in obesità.»

Approfondimento

Lo studio della colonna vertebrale in condizioni di carico consente di osservare la struttura nel momento in cui svolge la sua funzione principale. L’analisi in posizione eretta o seduta permette di evidenziare alterazioni dei dischi intervertebrali, instabilità segmentarie e conflitti con le strutture nervose che possono non essere presenti negli esami eseguiti a riposo.

Questo approccio migliora la correlazione tra quadro clinico e imaging e riduce il rischio di sottovalutare patologie che diventano evidenti solo durante l’attività quotidiana. L’integrazione tra diagnostica tradizionale ed esami dinamici rappresenta quindi un supporto concreto alle decisioni terapeutiche e un’evoluzione naturale nella valutazione della patologia vertebrale.

Profilo professionale

Edoardo Maccari è neurochirurgo, specializzato nel 2022 presso l’Università Umberto I di Roma. Ha svolto il proprio percorso formativo presso il Policlinico Umberto I della Sapienza, l’Istituto Neuromed del Molise, centro di eccellenza per la neurochirurgia del Sud Italia, l’Ospedale Torrette di Ancona, il Sant’Andrea e il San Filippo Neri.

Ha maturato un periodo di formazione di circa un anno e mezzo in Veneto, a Rovigo, collaborando con il Professor S.Ferraresi e sviluppando la propria tesi sulle patologie del sistema nervoso periferico e sui tumori maligni. Attualmente collabora con il Dottor G. Grossi  e Dottor L. Serra nel trattamento delle patologie degenerative della colonna vertebrale e del rachide.

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