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In Italia il canale conta oltre 4.100 parafarmacie operative e circa 3.700 erboristerie. Integratori, cosmetici naturali, prodotti per automedicazione e benessere guidano gli acquisti. Jaimes Fazzi, Responsabile Commerciale Santiveri Italia: «Il cliente finale è sempre più alla ricerca di un aspetto consulenziale; ha necessità di conoscere al meglio le caratteristiche del prodotto, per poterlo usare nel modo giusto». Il futuro passa da sicurezza, tracciabilità, digitale e presidio professionale.

ROMA, 9 LUGLIO 2026 – Erboristerie e parafarmacie rappresentano ormai una parte stabile dell’ecosistema salute italiano. Non sostituiscono farmacia e medico, ma intercettano una domanda crescente di prevenzione, benessere quotidiano, prodotti naturali, dermocosmesi, integratori e automedicazione responsabile.

UN COMPARTO IN CRESCITA TRA CONSUMI E PREVENZIONE

Secondo Assosalute-Federchimica, il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione passa attraverso un universo composto da 20.195 farmacie, 4.107 parafarmacie operative e 525 corner GDO. Le parafarmacie registrate risultano anche più numerose se si considerano le richieste di registrazione: il dato operativo, aggiornato a febbraio 2025, riguarda i punti vendita effettivamente attivi negli ordini dei grossisti.

Sul fronte erboristerie, le attività registrate erano 3.668 a fine 2023, con un calo del 3% rispetto all’anno precedente. Il canale, però, mostra segnali di tenuta nei consumi: per la cosmetica venduta in erboristeria, Cosmetica Italia indica nel 2024 un valore di oltre 446 milioni di euro, in crescita del 5,3% sul 2023, pari al 3,3% dei consumi cosmetici nazionali. Secondo Jaimes Fazzi, Responsabile Commerciale Santiveri Italia, «il cliente finale è sempre più alla ricerca di un aspetto consulenziale; ha necessità di conoscere al meglio le caratteristiche del prodotto, per poterlo usare nel modo giusto».

A trainare gli acquisti sono soprattutto integratori alimentari, prodotti fitoterapici, dermocosmesi, cosmetici naturali, prodotti per digestione, sonno, stress, difese immunitarie, drenaggio, controllo del peso, benessere femminile e sportivo. Il mercato degli integratori alimentari conferma il peso strategico del comparto: le stime più recenti indicano per l’Italia un valore intorno ai 5-5,4 miliardi di euro, primo mercato europeo, con farmacia e parafarmacia ancora centrali nella scelta del consumatore.

REGOLE, SICUREZZA E QUALITÀ AL CENTRO DEL MERCATO

Il quadro normativo resta decisivo. Le parafarmacie nascono con il decreto-legge 223/2006 e possono vendere medicinali senza obbligo di prescrizione. La vendita online di SOP e OTC è consentita solo a farmacie e parafarmacie autorizzate, secondo il quadro previsto dal Ministero della Salute. Gli integratori alimentari non sono farmaci: sono alimenti disciplinati dalla Direttiva 2002/46/CE e dal decreto legislativo 169/2004, con obbligo di notifica dell’etichetta al Ministero della Salute prima dell’immissione in commercio.

Secondo un'analisi di Salute.it, il dato più significativo è la crescente propensione dei cittadini a ricercare soluzioni orientate al benessere e alla prevenzione prima dell'insorgenza delle patologie. L'analisi evidenzia come questa evoluzione renda ancora più centrale il ruolo dell'informazione corretta, della consulenza qualificata e della trasparenza dei messaggi commerciali, ricordando che naturale non significa automaticamente sicuro, che un integratore non rappresenta una terapia e che il consiglio di professionisti preparati resta fondamentale per un utilizzo consapevole dei prodotti. L'analisi evidenzia inoltre come la crescita del comparto debba essere accompagnata da un costante rafforzamento della qualità dell'offerta, della tracciabilità dei prodotti e della formazione degli operatori, così da consolidare la fiducia dei consumatori e favorire uno sviluppo equilibrato dell'intero settore.

IL VALORE DELLA CONSULENZA PROFESSIONALE

Le prospettive future indicano quattro direttrici: crescita della domanda di prevenzione, maggiore attenzione a prodotti naturali e sostenibili, sviluppo dell’e-commerce autorizzato, rafforzamento del ruolo consulenziale nei punti vendita fisici. Per Jaimes Fazzi, Responsabile Commerciale Santiveri Italia, «l'erborista qualificato offre una tipologia di consulenza, su piante medicinali e derivati, sicuramente approfondita. Conosce gli elementi che compongono il prodotto e ne conosce molto bene gli effetti. In fondo, se ci pensiamo, chi si occupa di piante medicinali è portatore di un'esperienza di almeno 2.500 anni». La sfida sarà evitare derive commerciali aggressive e distinguere il benessere serio dal marketing senza basi scientifiche.

Erboristerie e parafarmacie possono consolidare il proprio ruolo come presidi di prossimità del benessere, a condizione che operino all'interno di un quadro chiaro fatto di rispetto delle norme, tracciabilità dei prodotti, correttezza dei claims, formazione continua e collaborazione con farmacisti, medici e professionisti sanitari.

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