AdobeStock 839408384 U61015660048uHQ 1440x752@IlSole24Ore Web

I farmaci a base di agonisti del recettore Glp-1, noti per la gestione del diabete e dell’obesità, tornano al centro dell’attenzione scientifica grazie a un nuovo studio della University of California San Diego. La ricerca suggerisce un possibile effetto protettivo contro la mortalità del tumore al colon, con una riduzione del rischio superiore al 50% nei pazienti che assumono queste terapie. Una scoperta che apre scenari inediti nella farmacologia metabolica e nel rapporto tra metabolismo, infiammazione e oncologia.

Un effetto inatteso sulla sopravvivenza oncologica

Lo studio, pubblicato su Cancer Investigation, ha analizzato le cartelle cliniche di oltre 6.800 pazienti affetti da carcinoma del colon. La mortalità a cinque anni nei pazienti trattati con agonisti del Glp-1 (come semaglutide o tirzepatide) è risultata del 15,5%, contro il 37,1% registrato tra chi non assumeva questi farmaci.
La differenza è rimasta significativa anche dopo la correzione per età, indice di massa corporea, stadio della malattia e altre comorbidità.

Secondo gli autori, il beneficio è particolarmente evidente nei pazienti con obesità grave, popolazione in cui il microambiente infiammatorio favorisce la progressione tumorale.

Come agiscono le incretine sul microambiente tumorale. La relazione tra i farmaci anti-obesità e la cura del tumore al colon

Come agiscono le incretine sul microambiente tumorale. La relazione tra i farmaci anti-obesità e la cura del tumore al colon

Le molecole incretino-mimetiche sembrano influenzare diversi meccanismi fisiopatologici:

  • riduzione dell’infiammazione sistemica,
  • miglioramento della sensibilità insulinica,
  • modulazione del microambiente tumorale, rendendolo meno favorevole alla proliferazione cellulare.

In alcuni modelli preclinici, i Glp-1 hanno mostrato la capacità di bloccare la crescita delle cellule tumorali e di favorirne l’apoptosi. Tuttavia, i ricercatori invitano alla prudenza: lo studio è osservazionale e non dimostra un rapporto di causa-effetto.

La nuova frontiera della farmacologia metabolica

Negli ultimi anni gli agonisti del Glp-1 hanno rivoluzionato le strategie terapeutiche per l’obesità. Le nuove linee guida internazionali riconoscono a queste molecole un ruolo centrale non solo sulla perdita di peso, ma anche sulla gestione delle complicanze metaboliche.
Studi recenti suggeriscono benefici ulteriori, tra cui la riduzione del rischio di eventi renali e cardiovascolari e l’impatto positivo su alcuni comportamenti dipendenti, come il consumo di alcol.

Parallelamente, si stanno affermando terapie multi-incretiniche di nuova generazione, capaci di agire su più recettori metabolici e potenzialmente su pathway cellulari coinvolti nella sopravvivenza tumorale.

Tra entusiasmo scientifico e cautela regolatoria

Di fronte al crescente interesse pubblico verso i farmaci anti-obesità, le autorità regolatorie europee ribadiscono la necessità di un uso appropriato e supervisionato. L’Ema ha recentemente lanciato la campagna informativa #HealthNotHype, per contrastare la disinformazione e ricordare che si tratta di terapie da utilizzare solo sotto controllo medico, soprattutto nei pazienti con patologie croniche.

Visite specialistiche e prevenzione per chi assume terapie Glp-1

Per i pazienti che iniziano una terapia a base di agonisti Glp-1 è essenziale mantenere un percorso di monitoraggio clinico strutturato, con particolare attenzione a:

  • controllo del peso e dei parametri metabolici,
  • valutazione gastroenterologica nei pazienti con fattori di rischio per tumore del colon,
  • screening oncologici raccomandati per età e familiarità,
  • valutazione nutrizionale personalizzata.

La ricerca apre prospettive promettenti, ma la prevenzione resta il cardine: alimentazione equilibrata, attività fisica, aderenza agli screening e consulti specialistici periodici.

Una ricerca che cambia la visione dell’obesità

Lo studio della Ucsd contribuisce a una crescente evidenza: l’obesità non è solo un fattore di rischio metabolico, ma una condizione in grado di influire profondamente su processi infiammatori e oncologici.
Se i dati saranno confermati da trial clinici prospettici, gli agonisti del Glp-1 potrebbero rappresentare una nuova opportunità terapeutica per una parte dei tumori correlati all’obesità.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


Asportazione Nei 1
Cisti benigne o maligne? Come riconoscerle e distinguerlex
Trapianto 960x672 1
Il trapianto di pancreas guarda al futuro: robot, cellule staminali e nuovi farmaci anti-diabete
88452461 bambini che guardano fuori finestra in aeroporto
Viaggio con i bambini: i farmaci indispensabili da mettere in valigia
Treia
Intelligenza artificiale e malattie neurodegenerative: così l’IA può individuare i primi segnali anni prima dei sintomi
feed your brain
Cibo sano o solo “buono”: il cervello decide in 227 millisecondi, prima del gusto
095749534 1da410d0 175c 41de b85f 3e7f909f0979
Riserva ovarica, parte la campagna nazionale per informare le giovani donne
Cuore
Cardiopatie ereditarie: il test genetico come strumento salvavita
rischi sedentarieta
Sedentarietà, un italiano su tre non fa attività fisica. L’allarme degli oncologi: “Il movimento è una medicina contro i tumori”
istock 1126465039 900301689ab1
Inquinamento atmosferico, aria irrespirabile in 26 città italiane: livelli di smog sopra soglia e salute pubblica a rischio
Parkinson scaled 1
Parkinson, una nuova frontiera: i nanobodies riattivano l’enzima chiave e aprono scenari terapeutici
Torna in alto