raffreddore

La curva delle infezioni respiratorie acute in Italia continua a scendere, ma il livello di circolazione dei virus resta ancora rilevante. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, che fotografa una fase di graduale riduzione dell’incidenza complessiva, pur in presenza di numeri assoluti ancora molto alti, soprattutto in alcune fasce di età e in specifiche aree del Paese.

Nella settimana compresa tra il 12 e il 18 gennaio, l’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità è stata pari a 12,7 casi per 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto ai 13,3 della settimana precedente. Si tratta di un trend coerente con la fase discendente osservata dopo il picco di fine dicembre, ma che non consente ancora di abbassare la guardia.

Un calo progressivo, ma ecco 720 mila nuovi casi di infezioni respiratorie in una sola settimana

Un calo progressivo, ma ecco 720 mila nuovi casi di infezioni respiratorie in una sola settimana

Nonostante la discesa dell’incidenza, il carico complessivo di malattia resta significativo. Nella sola settimana di riferimento sono stati stimati circa 720 mila nuovi casi, portando il totale dall’inizio della sorveglianza stagionale a circa 9,2 milioni di infezioni respiratorie acute.

Il dato conferma come la fase epidemica, pur in attenuazione, continui a esercitare una pressione rilevante sulla comunità e sui servizi sanitari. Gli esperti sottolineano che è altamente improbabile un ritorno ai livelli di picco registrati a fine dicembre, ma evidenziano come la circolazione virale rimanga sostenuta, soprattutto nei contesti di comunità.

Bambini sotto i 4 anni: l’unica fascia in controtendenza

L’analisi per classi di età mostra un quadro generalmente incoraggiante, con un calo dell’incidenza in tutte le fasce, ad eccezione dei bambini più piccoli. Nella fascia 0-4 anni, infatti, l’incidenza risulta in aumento rispetto alla settimana precedente, con circa 33 casi per 1.000 assistiti.

Questo dato conferma come i bambini in età prescolare rappresentino ancora un importante serbatoio di circolazione dei virus respiratori, anche in una fase di rallentamento generale. Asili nido e scuole dell’infanzia, per la natura stessa delle interazioni e per l’immaturità del sistema immunitario, restano contesti particolarmente favorevoli alla diffusione delle infezioni.

Situazione regionale: intensità ancora molto alta al Sud

La diffusione delle infezioni respiratorie non è omogenea sul territorio nazionale. L’intensità dell’incidenza è classificata come molto alta in Basilicata, Campania e Puglia, mentre risulta alta in Sardegna e media in Molise. In tutte le altre regioni e Province autonome l’intensità è bassa, con la Provincia di Trento tornata a livello basale.

Queste differenze territoriali riflettono dinamiche locali legate alla circolazione virale, alla densità abitativa, ai comportamenti sociali e alla copertura vaccinale, elementi che continuano a influenzare l’andamento stagionale delle infezioni respiratorie.

Comunità e ospedali: virus ancora molto presenti

Nella settimana 2026-03, la sorveglianza evidenzia nella comunità un tasso di positività per l’influenza pari al 29,9%, mentre nel flusso ospedaliero la positività sale al 31,9%. Il dato conferma che, pur in calo, la presenza dei virus influenzali resta significativa anche tra i casi che richiedono assistenza sanitaria.

Il flusso ospedaliero registra ancora un numero non trascurabile di casi gravi, sebbene in diminuzione rispetto alle settimane precedenti. Questi quadri più severi colpiscono prevalentemente persone non vaccinate, un elemento che continua a emergere con chiarezza dai sistemi di sorveglianza.

Forme gravi e sottotipi virali: cosa sta circolando

La sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza mostra, nella settimana 02, un numero di casi in diminuzione rispetto alla stessa settimana della stagione precedente. Tra i casi più severi, il sottotipo A(H1N1)pdm09risulta il più frequentemente identificato.

Per quanto riguarda la circolazione virale complessiva, nella comunità la percentuale di virus A(H3N2) è nettamente superiore rispetto ai virus A(H1N1)pdm09. Un quadro analogo si osserva anche nel flusso ospedaliero. È un dato rilevante per l’interpretazione clinica dell’andamento stagionale e per il monitoraggio dell’efficacia vaccinale.

Un elemento rassicurante riguarda l’assenza, ad oggi, di campioni positivi per virus influenzali di tipo A “non sottotipizzabili” come stagionali, che potrebbero indicare la circolazione di ceppi aviari. Le analisi in corso non segnalano quindi elementi di allarme in questo senso.

Sequenziamento e coerenza con i ceppi vaccinali

Le analisi di sequenziamento genetico effettuate dall’inizio della sorveglianza mostrano che, tra i virus A(H3N2)attualmente circolanti in Italia, il subclade K è nettamente prevalente. Per quanto riguarda i ceppi A(H1N1)pdm09), tutti si raggruppano nel subclade D.3.1, all’interno del più ampio clade 5a.2a.1, che include anche i ceppi vaccinali.

Questo elemento rafforza l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, che continua a rappresentare uno strumento chiave di prevenzione delle forme gravi, soprattutto nelle persone più fragili.

Prevenzione e monitoraggio: il ruolo delle visite e dei controlli

In una fase di calo ma con circolazione ancora elevata dei virus respiratori, la prevenzione primaria e secondaria resta centrale. Le visite di controllo, soprattutto per bambini piccoli, anziani e soggetti con patologie croniche, consentono di intercettare precocemente segni di complicanze respiratorie e di modulare in modo appropriato i percorsi di cura.

Il monitoraggio dei sintomi, l’attenzione alla durata della febbre, alla comparsa di difficoltà respiratorie e allo stato generale rappresentano strumenti fondamentali per ridurre il rischio di evoluzione verso quadri più severi e per limitare l’impatto complessivo sul sistema sanitario.

Una discesa da consolidare nelle prossime settimane

Il quadro delineato dalla sorveglianza RespiVirNet indica una tendenza favorevole, ma ancora fragile. La riduzione dell’incidenza complessiva è un segnale positivo, tuttavia l’elevato numero assoluto di casi e la persistenza di una forte circolazione virale in alcune fasce di età e aree geografiche impongono prudenza.

Le prossime settimane saranno decisive per confermare il consolidamento della discesa e per valutare l’impatto delle strategie di prevenzione, in un contesto in cui la stagione respiratoria non può ancora dirsi conclusa.

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