file1359367131 86 articlephoto

Le infezioni respiratorie non si limitano a colpire i polmoni: secondo una metanalisi pubblicata sul Journal of the American Heart Association (JAHA), il rischio di infarto o ictus può aumentare fino a cinque volte nelle settimane successive a un’infezione da virus respiratori come influenza o SARS-CoV-2.
Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori della David Geffen School of Medicine dell’Università della California a Los Angeles, coordinati da Kosuke Kawai, ha analizzato 155 studi internazionali per comprendere gli effetti a breve e lungo termine delle infezioni virali sul sistema cardiovascolare.

I risultati sono chiari: nel mese successivo a un episodio di influenza confermata in laboratorio, la probabilità di un infarto aumenta di circa quattro volte e quella di ictus di cinque volte rispetto ai periodi di controllo.
Per quanto riguarda il Covid-19, il rischio di infarto e ictus triplica nelle 14 settimane successive all’infezione e può rimanere elevato fino a un anno.

Infiammazione e coagulazione, il doppio meccanismo del rischio

Gli autori spiegano che l’aumento del rischio cardiovascolare non dipende tanto dalla gravità dei sintomi respiratori quanto dalla risposta infiammatoria dell’organismo.
Dopo l’infezione, il sistema immunitario attiva una cascata di processi infiammatori e procoagulanti che possono persistere anche dopo la guarigione clinica, favorendo la formazione di trombi e l’instabilità delle placche arteriose.

Questi meccanismi spiegano perché gli eventi cardiovascolari acuti, come infarto del miocardio e ictus ischemico, si concentrino soprattutto nelle prime settimane post-infezione, ma non si esauriscano del tutto nel medio periodo.

Gli studiosi sottolineano che la vigilanza clinica dovrebbe rimanere alta anche dopo la risoluzione dei sintomi respiratori, soprattutto nei pazienti con fattori di rischio preesistenti, come ipertensione, diabete, obesità o dislipidemie.

Non solo influenza e Covid: anche infezioni croniche aumentano il rischio

La revisione ha messo in evidenza che non solo le infezioni stagionali, ma anche alcune infezioni virali cronichecontribuiscono a incrementare il rischio cardiovascolare nel lungo periodo.
Tra queste, HIV, epatite C e herpes zoster risultano associate a un aumento persistente del rischio:
+60% per infarto e +45% per ictus in presenza di HIV;
+27% e +23% rispettivamente per epatite C;
+12% e +18% per herpes zoster.

Sebbene i valori siano inferiori rispetto a quelli osservati dopo influenza o Covid, i ricercatori evidenziano che il rischio è clinicamente rilevante perché cronico e spesso sottovalutato nella pratica medica.

Vaccinazioni e prevenzione: una protezione anche per il cuore

Le conclusioni della metanalisi indicano con chiarezza che la prevenzione delle infezioni virali è anche una forma di prevenzione cardiovascolare.
Secondo Kawai, «le misure preventive contro i virus respiratori, inclusa la vaccinazione, possono ridurre in modo significativo l’incidenza di infarti e ictus».

I dati di una revisione citata nello studio mostrano che il vaccino antinfluenzale riduce del 34% il rischio di eventi cardiovascolari maggiori, soprattutto nei soggetti a rischio.
Analogamente, vaccinarsi contro Covid-19 e herpes zoster può contribuire a diminuire l’impatto complessivo delle complicanze cardiache post-virali nella popolazione.

L’effetto protettivo, spiegano gli autori, deriva dal fatto che la vaccinazione riduce la durata e l’intensità della risposta infiammatoria legata all’infezione, interrompendo quel circolo patologico che favorisce trombosi e danni vascolari.

Visite specialistiche e monitoraggio dopo le infezioni respiratorie

Visite specialistiche e monitoraggio dopo le infezioni respiratorie

Dopo un episodio di influenza o Covid, è consigliabile non sottovalutare eventuali segnali cardiovascolari come dolore toracico, affanno, palpitazioni o improvvisi disturbi neurologici.
Gli esperti raccomandano di rivolgersi al medico di base o al cardiologo per una valutazione mirata, che può includere elettrocardiogramma, ecocardiogramma e analisi dei marker infiammatori.

Nei soggetti con patologie croniche o fattori di rischio, può essere utile pianificare controlli cardiologici periodicinelle settimane successive a un’infezione virale significativa, soprattutto durante la stagione influenzale.
La prevenzione primaria e secondaria resta la strategia più efficace per proteggere cuore e cervello: vaccinarsi, seguire una dieta equilibrata, praticare attività fisica regolare e controllare i parametri cardiovascolari.

Cuore e virus: un legame da non sottovalutare

L’evidenza scientifica è ormai consolidata: le infezioni respiratorie possono agire da fattore scatenante per eventi cardiovascolari acuti.
Comprendere e comunicare questo legame è essenziale per promuovere una nuova cultura della prevenzione, che integri salute infettivologica e cardiologica in un’unica visione.

Rafforzare la copertura vaccinale, adottare stili di vita salutari e monitorare il benessere cardiaco dopo le infezioni rappresentano un investimento concreto sulla salute pubblica e sulla qualità della vita a lungo termine.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


3b4d1b22 eb6d 11e9 8467 215634c3e34d 1
Colesterolo ereditario, la minaccia invisibile che accelera gli infarti
La carne di maiale allunga la vita come i legumi lo studio 1200x640 1
ALIMENTAZIONE / Carne di maiale magra e longevità: lo studio rivoluzionario che la mette sullo stesso piano dei legumi
sintomi tumore allo stomaco orig
Nuove speranze nella terapia del tumore gastrico metastatico: migliora la sopravvivenza grazie a un farmaco mirato
635x444 Rischi Obesita e Sovrappeso
L’Italia pronta a riconoscere l’obesità come malattia: cure gratuite e prevenzione già dalle scuole
ict sistema sanitario
AISI e MioDottore Connect insieme per l’innovazione digitale nella gestione di imprese e laboratori privati
img evidenza sito 27
Giovani e salute, cresce l’attenzione per l’alimentazione ma cala quella per prevenzione e sport
104744266 58013cd2 f825 4f90 b353 f8d2af7f76ca
Cuore delle donne, rischi più alti in gravidanza e disparità di genere da colmare
ecografia convenzione ssn
L’importanza dell’ecografia nella prevenzione e diagnosi precoce
686010fbcddb0
Sette alimenti che idratano più dell’acqua: la guida essenziale per l’estate
lenti a contatto 2
Salute degli occhi: prevenzione al primo posto. Parola d’ordine agire in anticipo
Torna in alto