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Si accende il dibattito tra Governo e Regioni sulla riforma dei medici di famiglia. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha replicato alle critiche regionali che accusano l’esecutivo di immobilismo sul tema. “Leggo di un presunto disagio da parte delle Regioni per un’inerzia del Governo sulla riforma dei medici di famiglia. Un disagio che trovo alquanto singolare vista la rilevanza della questione. Ricordo che, dopo il vertice a Palazzo Chigi, le Regioni si sono impegnate ad avviare un confronto tecnico e a presentare un documento al Governo. Lo stiamo ancora aspettando”, ha dichiarato Schillaci in una nota ufficiale.

La polemica è scoppiata dopo la lettera inviata dal Ministro nei giorni scorsi, in cui chiedeva di accelerare sulla questione delle liste d’attesa, sottolineando che non è più accettabile che in alcune Regioni siano ancora chiuse in modo immotivato, costringendo i cittadini a ricorrere ai media per far valere un diritto costituzionale.

Le Regioni accusano il Governo di immobilismo

Le Regioni accusano il Governo di immobilismo

Dal canto loro, le Regioni ribattono che i problemi del sistema sanitario derivano proprio dall’assenza di riforme da parte del Governo, in particolare sulla figura dei medici di medicina generale (MMG). Questa riforma è considerata essenziale per rafforzare il servizio sanitario nazionale e ridurre le liste d’attesa. “La riorganizzazione della medicina territoriale rientra tra le grandi riforme del PNRR, per rispondere meglio ai bisogni della popolazione e garantire un uso più appropriato delle risorse sanitarie”, affermano fonti regionali.

Alcune amministrazioni locali spingono per un passaggio alla dipendenza dei medici di famiglia, oggi convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, un cambiamento che il Governo non sembra intenzionato a sostenere per ragioni politiche. Un’altra ipotesi, quella di garantire 18 ore di disponibilità all’interno delle Case di Comunità, sembra anch’essa ferma, con le Regioni che denunciano l’assenza di risposte concrete da parte dell’esecutivo.

Liste d’attesa e criticità del sistema sanitario: le lacune del Governo pesano come macigni

Schillaci ha anche sottolineato come il problema delle liste d’attesa sia emerso con forza dai dati raccolti dai Carabinieri NAS tra ottobre e dicembre 2024. Il 27% delle strutture sanitarie ispezionate presentava gravi irregolarità, tra cui:

  • Agende chiuse senza giustificazione
  • Liste d’attesa gonfiate
  • Sistemi di prenotazione frammentati

"Ho lavorato per oltre 30 anni nel sistema sanitario pubblico, conosco bene le difficoltà quotidiane. Ma questi problemi strutturali non possono giustificare comportamenti che violano il diritto alla salute dei cittadini", ha dichiarato il Ministro, accusando chi limita l’attività pubblica a vantaggio di quella privata in intramoenia.

Il confronto tra Governo e Regioni appare quindi destinato a proseguire senza una soluzione immediata, con il rischio che le tensioni istituzionali finiscano per ripercuotersi ancora una volta sui cittadini.

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