shutterstock 1470801494 thumbnail 2000x1200 70

Per chi soffre di nevralgia trigeminale classica, una delle forme di dolore facciale più intense e invalidanti, un nuovo approccio chirurgico promette risultati davvero significativi. A portarlo alla luce è uno studio condotto dai neurochirurghi e ricercatori dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, recentemente pubblicato su Neurosurgical Review.

Che cos'è la nevralgia trigeminale

Che cos'è la nevralgia trigeminale

La nevralgia trigeminale si manifesta con forti scariche dolorose a livello del viso, spesso scatenate da stimoli lievi come parlare, masticare o sfiorare la pelle. Nella forma classica, la causa più frequente è il conflitto neurovascolare: un vaso sanguigno che comprime il nervo trigemino, causando irritazione e dolore cronico.

Trattamenti convenzionali: tra farmaci e chirurgia

Il primo approccio è farmacologico, con medicinali anticonvulsivanti come la carbamazepina. Tuttavia, quando i farmaci risultano inefficaci o mal tollerati, si ricorre alla chirurgia. L’intervento più utilizzato è la decompressione microvascolare, che prevede l’inserimento di un materiale tra nervo e vaso per impedire il contatto diretto. Solitamente si utilizzano materiali sintetici, come il teflon.

Il muscolo del paziente al posto del teflon

L'innovazione del team del Neuromed consiste nell’impiegare un piccolo frammento di muscolo prelevato dallo stesso paziente, anziché materiali artificiali. Questo trapianto autologo viene inserito tra il nervo e il vaso, con l'obiettivo di ottenere una separazione più naturale e duratura.

I numeri dello studio

L’analisi ha coinvolto 57 pazienti operati tra il 2016 e il 2022, seguiti clinicamente per circa 29 mesi. Subito dopo l’intervento, la totalità dei pazienti ha riportato la scomparsa immediata del dolore, un dato che supera l’abituale successo post-operatorio (circa 80-85%).

Durante il periodo di follow-up, solo il 3,5% ha sperimentato una recidiva del dolore, contro un tasso standard che varia dal 10 al 20%. Inoltre, l’intervento si è dimostrato sicuro, con una sola complicanza rilevata nel decorso postoperatorio.

Un impianto che si integra con il corpo

Secondo Sergio Paolini, dell’Università Sapienza di Roma e responsabile di Neurochirurgia III al Neuromed, l’impianto di muscolo autologo è stato introdotto dal professor Vincenzo Esposito nei primi anni 2000 e ha subito solo minime modifiche nel tempo. “Il muscolo del paziente si integra in modo naturale con i tessuti circostanti, riducendo drasticamente i rischi di intolleranza e migliorando la stabilità a lungo termine della protezione del nervo”, sottolinea Paolini.

Perché scegliere l'autotrapianto

Oltre alla maggiore compatibilità biologica, questa procedura riduce le possibilità di infiammazioni, reazioni avverse e problematiche legate all'uso di corpi estranei. L'utilizzo di tessuto muscolare proprio favorisce anche un recupero più rapido e meno traumatico.

Diagnosi precoce: un passaggio fondamentale

Il successo terapeutico passa, però, anche da una diagnosi tempestiva. In molti casi, la nevralgia trigeminale viene confusa con altri disturbi, come problemi dentali, sinusiti o cefalee. Questo ritardo diagnostico può peggiorare il quadro clinico e aumentare la sofferenza del paziente.

Esami diagnostici da non sottovalutare

Una diagnosi corretta richiede una valutazione clinica approfondita e il supporto di esami strumentali specifici:

  • Risonanza Magnetica Nucleare (RMN): fondamentale per individuare eventuali conflitti neurovascolari alla base della nevralgia.
  • Angio-RMN: consente di visualizzare i vasi sanguigni che possono comprimere il nervo trigemino.
  • Elettromiografia (EMG): utile in caso di dubbi diagnostici, per verificare la funzionalità del nervo trigemino e dei muscoli innervati.
  • Visita neurologica specialistica: è il primo passo per inquadrare correttamente il dolore e indirizzare verso il percorso terapeutico più indicato.

Tra ricerca e personalizzazione delle cure

Lo studio del Neuromed apre nuove prospettive nella cura della nevralgia trigeminale, confermando l’efficacia di tecniche meno invasive e più rispettose della fisiologia del paziente. L’autotrapianto di muscolo rappresenta un esempio concreto di medicina personalizzata, dove la chirurgia si adatta alle caratteristiche individuali per offrire più benefici e meno rischi.

Tuttavia, come per ogni patologia complessa, anche in questo caso la diagnosi precoce e accurata rimane un pilastro fondamentale. Gli esami strumentali giusti e una valutazione clinica attenta possono fare la differenza nel percorso di cura, rendendo possibile una vita libera dal dolore.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


1536x864 cmsv2 c37d75cd e97d 57a4 aa37 d895d8f71e6e 8696140
Rete ospedaliera europea in allerta: l’Italia valuta un piano sanitario per scenari di guerra
anca medico
Recupero lampo dopo doppia protesi bilaterale d’anca: in piedi già il giorno dell’intervento
Cosi ho risolto il mal di schiena
Mal di schiena, un dolore comune da non sottovalutare: quando serve l’ortopedico
unnamed 1
Dental scan di ultima generazione, quando e perché ricorrere all’esame avanzato: tecnologia 3D per diagnosi più precise
mammo2.x98140
Mammografia in tomosintesi: che cos’è e perché è fondamentale nella prevenzione del tumore al seno
Diagnostica Obesi e Claustrofobici 1 1
Risonanza magnetica aperta: vantaggi della posizione verticale e correlazione con la medicina sportiva
bambini sport2
Attività extrascolastiche, la guida per una scelta equilibrata tra desideri dei bambini e aspettative dei genitori
12194474 056d 4c37 a563 2cb7aa16970a
La dieta di Santa Marta: i consigli nutrizionali per la convalescenza di Papa Francesco
ec87d585f10f4ac10d9e335ee766bca4
Pelle sotto attacco: smog e cambiamento climatico aumentano tumori e allergie
Trapianto 960x672 1
Il trapianto di pancreas guarda al futuro: robot, cellule staminali e nuovi farmaci anti-diabete
Torna in alto