obeso AdobeStock 97697229 U33211583611APk 1440x752@IlSole24Ore Web 1

Con l’approvazione definitiva al Senato, avvenuta nei giorni scorsi, l’Italia diventa il primo Paese al mondo a riconoscere formalmente l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. Una decisione che segna una svolta storica nella politica sanitaria e che porta la firma del deputato Roberto Pella, promotore di una legge che intende trasformare l’approccio a una delle principali emergenze globali del nostro tempo. Il provvedimento introduce un programma nazionale di prevenzione, un piano di formazione per medici di base e pediatri e l’istituzione di un Osservatorio nazionale presso il Ministero della Salute. L’obiettivo è affrontare l’obesità non più come un problema individuale, ma come una condizione complessa che necessita di strategie integrate e multidisciplinari.

Un riconoscimento giuridico e sanitario

La normativa sancisce che l’obesità è una malattia cronica, con implicazioni non solo mediche ma anche sociali e culturali. Viene così superata una visione riduttiva che per anni ha alimentato stigma e discriminazioni, attribuendo al singolo la responsabilità esclusiva del proprio stato di salute. Con questa legge, l’Italia si pone come apripista in Europa, aprendo un dibattito internazionale sull’opportunità di adottare approcci analoghi in altri Paesi. Il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito l’approvazione «un segno di civiltà», ricordando che l’obesità è un fattore di rischio per patologie cardiovascolari, metaboliche e oncologiche e annunciando la possibilità di inserire la condizione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

La dimensione dell’epidemia in Italia

I numeri confermano l’urgenza dell’intervento. Secondo i dati della Società Italiana di Medicina Ambientale, quasi la metà degli adulti italiani è in eccesso di peso, mentre oltre sei milioni di persone risultano clinicamente obese. Particolarmente allarmante è la situazione dell’età pediatrica: un bambino su tre tra i tre e i dieci anni ha problemi legati al sovrappeso. L’ambiente urbano e sociale in cui viviamo è spesso definito “obesogeno”, perché favorisce stili di vita sedentari, scelte alimentari scorrette e una ridotta consapevolezza dei rischi associati. In questo scenario, l’educazione nutrizionale e la promozione dell’attività fisica diventano strumenti indispensabili.

Il ruolo delle associazioni dei pazienti

Le associazioni che rappresentano i pazienti hanno accolto la legge come un passo epocale. La Federazione Italiana Associazioni Obesità ha parlato di “giornata storica”, sottolineando che finalmente si riconosce l’obesità come malattia e non come colpa. La presidente Iris Zani ha evidenziato la necessità di garantire percorsi multidisciplinari di cura e il pieno inserimento della patologia nel Piano Nazionale della Cronicità. Il sostegno delle associazioni sarà fondamentale per monitorare l’applicazione delle nuove misure e per mantenere alta l’attenzione pubblica e politica sul tema.

Visite specialistiche e prevenzione: la battaglia contro l'obesità "investe" tutti

Visite specialistiche e prevenzione: la battaglia contro l'obesità "investe" tutti

Il riconoscimento dell’obesità come malattia deve tradursi in percorsi di prevenzione e cura più strutturati. La diagnosi precoce passa attraverso la valutazione del peso, dell’indice di massa corporea e di parametri metabolici che possono essere monitorati già dai medici di base e dai pediatri. Visite specialistiche endocrinologiche, nutrizionistiche e cardiologiche sono fondamentali per individuare i rischi correlati e impostare strategie personalizzate di cura. La prevenzione primaria si lega strettamente all’adozione di stili di vita sani, con alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e promozione di ambienti favorevoli al movimento. Screening mirati e controlli periodici diventano strumenti essenziali per ridurre l’incidenza delle complicanze e alleggerire il carico sul sistema sanitario.

Una sfida di salute e società

Il riconoscimento dell’obesità come malattia rappresenta una sfida culturale e sanitaria che va oltre i confini della medicina. Significa affrontare una condizione che riguarda milioni di persone in Italia e che, se non trattata in maniera adeguata, può generare costi enormi per la salute pubblica e per l’economia. Ma significa anche combattere pregiudizi radicati, promuovere campagne di sensibilizzazione e favorire un cambiamento sociale. Le politiche dovranno tenere conto dei giovani e delle donne, categorie particolarmente esposte sia agli effetti dell’ambiente obesogeno sia alla pressione psicologica legata all’immagine corporea. Solo un approccio integrato, che unisca prevenzione, formazione, supporto clinico e azioni culturali, potrà ridurre l’impatto di questa emergenza.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


shutterstock 1891436707 e1660210856291
Liste d’attesa: senza personale la piattaforma è solo un inutile monitoraggio del problema
Ricerca tumore
Cancro, l’Oms denuncia squilibri nella ricerca: troppi studi nei paesi ricchi, pochi dove servono di più
ChatGPT Image 9 lug 2026 12 45 03
ERBORISTERIE E PARAFARMACIE, SALUTE.IT: «CRESCE LA DOMANDA DI BENESSERE, MA SERVONO CONSULENZA, QUALITÀ E REGOLE CHIARE»
tumore seno
SALUTE DONNA / Tumore al seno metastatico, una nuova terapia riduce del 50% il rischio di progressione
ecocolor arti
Insufficienza venosa, gambe gonfie e segni sulle mani: cos’è davvero e perché colpisce chi sta troppo seduto
vamping insonnia digitale 1
Sonno e social: il rischio per lo sviluppo cerebrale degli adolescenti
jeffing 67bc8dbcc3c66
Jeffing: il nuovo modo di correre che unisce corsa e camminata
20150212 647
Risonanza magnetica nella sclerosi multipla: nuove frontiere nella diagnosi e monitoraggio
libera professione 1
SANITÀ, MILLEPROROGHE. NURSING UP: APPROVATA DEROGA SULLE INCOMPATIBILITÀ FINO AL 2027. DE PALMA: «ANCORA UNA VOLTA NON SI RISOLVE IL PROBLEMA. SERVIVA UNA SCELTA DI CORAGGIO»
shutterstock 1470801494 thumbnail 2000x1200 70
Nevralgia trigeminale, nuova tecnica chirurgica con muscolo autologo riduce recidive e dolore
Torna in alto