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Negli ultimi anni la gestione dell’obesità ha subito un cambiamento radicale grazie all’arrivo di nuovi farmaci, i cosiddetti agonisti del peptide-1 simile al glucagone (GLP-1) e, più recentemente, del polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente (GIP). Queste molecole, nate inizialmente per il diabete di tipo 2, si sono rivelate estremamente efficaci nel favorire la perdita di peso, agendo su appetito, sazietà e metabolismo energetico. Per la prima volta abbiamo trattamenti farmacologici con risultati paragonabili a quelli della chirurgia bariatrica, ma ottenuti senza procedure invasive.
Tuttavia, servono competenza clinica, follow-up e una corretta informazione pubblica per evitare aspettative irrealistiche e per valorizzare il ruolo della medicina specialistica nella selezione dei pazienti e nella gestione degli effetti collaterali.

NE PARLIAMO CON LA DOTTORESSA ELENA COLONNELLO, SPECIALISTA IN ENDOCRINOLOGIA*

Quali sono i nuovi farmaci per l’obesità di cui si parla tanto?

I farmaci più innovativi per il trattamento dell’obesità appartengono alla classe degli agonisti del GLP-1, un ormone intestinale che regola fame, sazietà e metabolismo. Il primo a essere approvato specificamente per l’obesità è stato liraglutide, che consisteva in un’iniezione quotidiana. Successivamente è arrivata semaglutide, sempre un analogo del GLP-1 ma con una potenza molto superiore e la cui formulazione è settimanale. Il più recente è il doppio agonista tirzepatide, che combina l’azione su due recettori (GLP-1 e GIP) potenziando gli effetti su sazietà e metabolismo. È importante sottolineare che si tratta di una generazione di farmaci completamente diversa rispetto ai vecchi anoressizzanti, come fentermina e sibutramina. Questi agivano principalmente sul sistema nervoso centrale, aumentando il rischio di effetti collaterali cardiovascolari, dipendenza o instabilità dell’umore. Molti di essi sono stati ritirati dal mercato o fortemente limitati. Al contrario, questi nuovi farmaci agiscono su percorsi ormonali fisiologici, offrendo un profilo di sicurezza molto migliore e un’efficacia nettamente superiore.

Quanto sono efficaci davvero?

Le evidenze cliniche mostrano riduzioni di peso dal 10% al 25% del peso corporeo iniziale, a seconda del farmaco e del dosaggio. Con i nuovi agonisti multi-recettoriali si arriva a percentuali che fino a pochi anni fa vedevamo solo dopo chirurgia bariatrica.

Come funzionano nel corpo?

Agiscono principalmente sul pancreas, modulando la secrezione di insulina, sul cervello, modulando i centri della fame nell’ipotalamo, e sullo stomaco, rallentando lo svuotamento gastrico. L’effetto complessivo è un miglioramento della sensibilità insulinica, un aumento della sazietà e una riduzione dell’appetito.

Sono farmaci adatti a tutti?

No. Sono indicati per persone con obesità o con sovrappeso associato a comorbidità come diabete, ipertensione, apnea notturna. L’endocrinologa deve valutare la storia clinica del /la paziente, il rischio cardiovascolare, eventuali controindicazioni e definire un piano personalizzato.

Necessitano di una dieta oppure “fanno tutto loro”?

La dieta e l’attività fisica restano fondamentali. Questi farmaci facilitano la perdita di peso e rendono più sostenibili i cambiamenti nello stile di vita, ma non sostituiscono l’educazione alimentare né le indicazioni del medico. In particolare, è fondamentale che la dieta sia bilanciata, in modo da favorire un dimagrimento sano e duraturo.

Quali sono gli effetti collaterali più comuni?

Principalmente gastrointestinali: nausea, senso di pienezza, reflusso, diarrea o stipsi. Solitamente questi effetti compaiono dopo l’iniezione, in particolare con gli aumenti di dosaggio, ecco perché è fondamentale un aumento graduale. Eventi rari ma più seri includono pancreatite o problemi biliari, motivo per cui è essenziale la supervisione specialistica.

Questi farmaci vanno presi per sempre?

Per mantenere i risultati, spesso è necessario continuare la terapia a lungo termine, come accade per ipertensione o diabete. L’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante, per cui la sospensione improvvisa del farmaco generalmente porta a riprendere peso. Solo tramite un’adeguata strategia di mantenimento si possono non perdere i benefici acquisiti.

Si può parlare di “rivoluzione terapeutica”?

Sì. È la prima volta che abbiamo farmaci capaci di portare a perdite di peso clinicamente significative e sostenibili. È un cambiamento epocale nel trattamento dell’obesità, paragonabile all’introduzione delle statine per le malattie cardiovascolari.

Quali rischi vede nella grande popolarità di questi farmaci?

La banalizzazione. Vengono percepiti come “farmaci da estetica” o soluzioni rapide, mentre sono terapie complesse per una malattia cronica. L’uso non controllato può essere pericoloso, soprattutto se reperiti fuori da circuiti medici. Serve informazione chiara e medicina specialistica.

Come vede il futuro del trattamento dell’obesità?

Il futuro è nella medicina di precisione: combinare profilo metabolico, ormonale, psicologico e comportamento alimentare per scegliere il farmaco giusto per ogni paziente. I farmaci attualmente a disposizione e i nuovi in via di sviluppo ci permetteranno di personalizzare sempre di più il percorso di cura.

CHI E' LA DOTTORESSA ELENA COLONNELLO*

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La dottoressa Elena Colonnello si è laureata al corso in lingua inglese di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma Tor Vergata nel 2020, proseguendo la sua formazione con la Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l’Università di Roma Sapienza (2021–2025). Attualmente sta completando un Dottorato di ricerca in Sessuologia Medica con un progetto sull’integrazione tra Medicina Occidentale e Medicina Tradizionale Cinese.

Nel corso degli anni, si è formata nei reparti di endocrinologia, andrologia e agopuntura presso:

  • Zhongnan Hospital dell’Università di Wuhan, Cina – tirocinio nel 2017
  • Terzo Ospedale Affiliato all’Università di Sun Yat-sen, Guangzhou, Cina – tesi di laurea magistrale nel 2019 e periodo di ricerca e formazione extra rete 2024–2025
  • Ospedale Xiyuan affiliato all’Accademia Cinese di Scienze Mediche Cinesi (CACMS) - periodo di ricerca e formazione extra rete nel 2025.

Membro attivo di numerosi comitati scientifici e gruppi di ricerca internazionali e autrice di oltre 50 pubblicazioni su riviste peer-reviewed, la sua attività clinica e di ricerca integra endocrinologia, sessuologia medica e medicina tradizionale cinese, con particolare interesse per l’agopuntura applicata ai disturbi della sfera sessuale ed endocrino-metabolici.

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