fisioterapia morbo parkinson roma eur torrino

Da oltre trent’anni la stimolazione cerebrale profonda rappresenta una delle innovazioni più significative nel trattamento dei disturbi del movimento. Oggi questa tecnica sta vivendo una nuova fase di sviluppo, grazie a dispositivi più precisi e procedure sempre meglio personalizzate.

Si tratta di un intervento neurochirurgico che prevede il posizionamento di sottilissimi elettrodi in specifiche aree profonde del cervello coinvolte nel controllo del movimento. Collegati a un generatore di impulsi impiantato sotto la pelle, gli elettrodi inviano segnali elettrici programmabili che modulano l’attività dei circuiti nervosi alterati nella malattia di Parkinson.

L’obiettivo non è “curare” la malattia, ma ridurre sintomi come tremore, rigidità e lentezza dei movimenti, migliorando autonomia e qualità di vita in pazienti selezionati.

Come funziona e per chi può essere indicata

La procedura richiede un’attenta pianificazione e un lavoro di squadra che coinvolge specialisti del movimento, neurologi e neurochirurghi. Gli elettrodi — sottili appena un millimetro — vengono posizionati con estrema precisione in piccolissimi nuclei di sostanza grigia; il generatore, spesso paragonato a un “pacemaker cerebrale”, consente di regolare intensità e frequenza degli impulsi in modo personalizzato.

La stimolazione non distrugge il tessuto cerebrale e può essere regolata nel tempo in base all’evoluzione clinica del paziente. Questo rende la tecnica reversibile e adattabile. Le riletture nel follow up permettono di ottimizzare i parametri, riducendo effetti collaterali e potenziando i benefici.

La selezione dei candidati è fondamentale: la stimolazione cerebrale profonda può essere presa in considerazione quando i sintomi motori non sono più adeguatamente controllati dai farmaci o quando gli effetti collaterali delle terapie orali diventano limitanti.

Nuove speranze per tremori e rigidità

Nelle persone idonee, la stimolazione cerebrale profonda può attenuare in modo significativo i tremori, ridurre la rigidità muscolare e migliorare la fluidità dei movimenti quotidiani. In molti casi permette di diminuire le fluttuazioni motorie e di ridurre la dose di alcuni farmaci, con un impatto positivo sulla vita di relazione, sul sonno e sull’autonomia personale.

Non tutti i sintomi del Parkinson rispondono allo stesso modo: disturbi come il linguaggio, l’equilibrio o alcune manifestazioni non motorie possono richiedere strategie complementari. Tuttavia, l’introduzione di dispositivi più precisi e batterie di lunga durata ha ampliato le possibilità di cura e la sicurezza complessiva della procedura.

Visite, valutazioni e percorso di prevenzione per chi vive il Parkinson oggi

Visite, valutazioni e percorso di prevenzione per chi vive il Parkinson oggi

Chi vive con il Parkinson dovrebbe essere seguito in modo continuativo da specialisti del movimento. È importante segnalare peggioramenti improvvisi, frequenti blocchi motori, tremori non controllati o difficoltà crescenti nelle attività quotidiane: potrebbero indicare il momento di rivalutare la terapia.

La valutazione per la stimolazione cerebrale profonda prevede test clinici, esami strumentali e colloqui dedicati per comprendere benefici attesi e possibili rischi. Vengono considerati età, andamento della malattia, risposta ai farmaci e presenza di altre condizioni di salute.

Rimane fondamentale la prevenzione secondaria: attività fisica adattata, fisioterapia, logopedia quando necessaria, corretta gestione dei farmaci e controllo periodico di pressione, metabolismo e stato nutrizionale. La malattia, infatti, coinvolge diversi aspetti della salute e richiede una presa in carico globale.

Tecnologia e personalizzazione: il futuro delle cure

La diffusione di sistemi più sofisticati sta rendendo la stimolazione cerebrale profonda una risorsa sempre più accessibile per i pazienti che ne possono beneficiare. L’innovazione procede nella direzione di impulsi “intelligenti”, capaci di adattarsi ai segnali cerebrali in tempo reale, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente efficacia e sicurezza.

La prospettiva è chiara: combinare al meglio farmaci, riabilitazione e interventi tecnologici per anticipare i problemi, contenere i sintomi e preservare il più possibile l’autonomia. Per molte persone con Parkinson, la chirurgia funzionale rappresenta oggi una concreta possibilità di controllo dei sintomi e una nuova speranza nella vita quotidiana.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


bigstock Obese Fat Boy Overweight Isola 290086420 900x580 1
Obesità nei giovani: intervenire prima è possibile se si riconoscono i segnali
1689417267002 aebbbdbfbecd 1
Arriva l’emergenza caldo: le linee guida del Ministero della Salute
sangue U65320624066bgk 1440x752@IlSole24Ore Web
Allarme tumori del sangue: oltre 500mila italiani convivono con la malattia, Ail potenzia la ricerca e la qualità della vita
Fotolia 56555344 Subscription Monthly M 1280x853 1
SANITÀ, COMPETENZE INFERMIERISTICHE. DE PALMA (NURSING UP): “SERVE RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE. IN GIOCO LA TENUTA DEL SISTEMA E LA QUALITÀ DELLE CURE. NO A CONTRAPPOSIZIONI CHE GENERANO NUOVI SQUILIBRI”
paziente donna riceve visita cardiologica pomigliano casalnuovo acerra centromorra cardiologia cuore malattie cardiovascolari scaled 1
Malattie cardiovascolari: le più colpite sono le donne. Prevenzione al centro
64a85702aee23
Papa Francesco e l’emorragia cerebrale: cos’è e perché resta tra le prime cause di morte in Italia
screening cavo orale prevenzione tumore bocca
Tumori del cavo orale in crescita tra i giovani adulti: segnali da riconoscere e prevenzione mirata
AdobeStock 839408384 U61015660048uHQ 1440x752@IlSole24Ore Web
Farmaci anti-obesità e cancro al colon: cosa rivela il nuovo studio americano
Treia
Intelligenza artificiale e malattie neurodegenerative: così l’IA può individuare i primi segnali anni prima dei sintomi
Risonanza MrOpen posizioni
Claustrofobia ed esami diagnostici: ecco come le nuove tecnologie cancellano la paura della risonanza
Torna in alto