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Pressione alta al mattino e risveglio possono essere strettamente collegati: nelle prime ore della giornata l'organismo aumenta fisiologicamente frequenza cardiaca, attività del sistema nervoso e tono dei vasi sanguigni per passare dal sonno alla veglia. In alcune persone, però, la pressione arteriosa cresce in maniera particolarmente marcata oppure parte da valori già elevati durante la notte. Comprendere questa dinamica è importante soprattutto in presenza di ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari o altri fattori di rischio.

Cosa succede alla pressione mentre dormiamo

La pressione arteriosa non rimane costante durante le 24 ore. Movimento, stress, dolore, alimentazione, attività fisica, temperatura, farmaci e sonno possono modificarne continuamente i valori.

Durante il riposo notturno, normalmente, la pressione diminuisce rispetto alle ore diurne. La riduzione fisiologica, definita “dipping”, è generalmente nell'ordine del 10-20%. Non tutte le persone, tuttavia, presentano lo stesso andamento.

Nei cosiddetti profili “non-dipper” la diminuzione è inferiore alle attese, mentre in altri casi i valori possono non scendere o addirittura aumentare durante la notte. La pressione registrata al mattino dipende quindi sia da quanto è diminuita durante il sonno sia dalla velocità con cui risale in prossimità del risveglio.

Per conoscere realmente questo andamento può essere necessario il monitoraggio pressorio ambulatoriale delle 24 ore, o ABPM, che registra automaticamente i valori anche mentre si dorme.

Perché la pressione aumenta prima del risveglio

Perché la pressione aumenta prima del risveglio

L'organismo comincia a prepararsi all'attività prima ancora che iniziamo concretamente la giornata. Con l'avvicinarsi del risveglio aumenta l'attività del sistema nervoso simpatico e cambiano diversi meccanismi ormonali e cardiovascolari.

Possono aumentare frequenza cardiaca, forza di contrazione del cuore e tono vascolare, mentre entrano in gioco sostanze e sistemi coinvolti nella regolazione della pressione, tra cui catecolamine, cortisolo e sistema renina-angiotensina-aldosterone.

A questo cambiamento fisiologico segue il passaggio dalla posizione sdraiata a quella eretta, che richiede un ulteriore adattamento della circolazione. Movimento, fretta, stress e attività delle prime ore della giornata possono aggiungere altri stimoli.

Cos'è il morning blood pressure surge

Con l'espressione “morning blood pressure surge” viene indicato l'incremento della pressione arteriosa nelle ore che circondano il risveglio. Non esiste però un unico criterio universalmente utilizzato per misurare il fenomeno.

Alcune ricerche confrontano la pressione delle prime due ore dopo il risveglio con quella delle due ore precedenti; altre prendono come riferimento il valore minimo raggiunto durante la notte. Proprio queste differenze metodologiche rendono difficile stabilire una singola soglia oltre la quale parlare automaticamente di rialzo patologico.

Una revisione sistematica ha evidenziato un'associazione tra progressivo aumento dell'impennata mattutina e rischio di ictus, ma le evidenze diventano meno uniformi quando si cerca di utilizzare una soglia rigida per dividere le persone in categorie. Un singolo valore mattutino, quindi, non può predire da solo un evento cardiovascolare.

Cuore e cervello nelle prime ore della giornata

Gli studi epidemiologici hanno rilevato da tempo una maggiore frequenza di alcuni eventi cardiovascolari, compresi infarto e ictus, nelle ore mattutine. Non significa che svegliarsi rappresenti di per sé un pericolo.

Durante questa fase si sovrappongono aumento della pressione, accelerazione della frequenza cardiaca, maggiore attività simpatica e modificazioni dei meccanismi della coagulazione. In un sistema cardiovascolare sano l'adattamento viene normalmente gestito senza conseguenze.

Il quadro può assumere maggiore rilevanza quando sono già presenti ipertensione, aterosclerosi, diabete, malattia renale o precedenti eventi cardiovascolari. Per valutare il rischio conta comunque l'intero profilo pressorio delle 24 ore e non esclusivamente ciò che appare sul misuratore appena iniziata la giornata.

Apnee notturne e sonno disturbato possono incidere

Tra le condizioni associate a valori mattutini elevati figurano età avanzata, ipertensione non adeguatamente controllata, obesità, diabete, malattia renale cronica, fumo, consumo eccessivo di alcol e sonno insufficiente o frammentato.

Un'attenzione particolare riguarda le apnee ostruttive del sonno. Le ripetute interruzioni della respirazione durante la notte possono provocare riduzioni dell'ossigenazione e ripetute attivazioni del sistema nervoso simpatico, interferendo con la normale diminuzione notturna della pressione.

Russamento intenso, pause respiratorie osservate durante il sonno, risvegli con sensazione di soffocamento, cefalea al mattino e marcata sonnolenza durante il giorno sono segnali che meritano un approfondimento.

Come misurare correttamente la pressione al mattino

Misurare la pressione appena aperti gli occhi, ancora sdraiati, non rappresenta il metodo migliore per ottenere valori confrontabili. È importante adottare una procedura costante.

La misurazione domiciliare dovrebbe essere effettuata dopo aver svuotato la vescica e trascorso almeno cinque minuti seduti e tranquilli, con schiena appoggiata, piedi a terra, gambe non accavallate e braccio sostenuto all'altezza del cuore. Nei 30 minuti precedenti andrebbero evitati attività fisica, caffeina e fumo.

È preferibile utilizzare un apparecchio automatico da braccio clinicamente validato, con un bracciale della misura corretta. Generalmente vengono eseguite due misurazioni a circa un minuto di distanza, registrando entrambe. Quando il controllo viene prescritto dal medico, possono essere richieste rilevazioni mattutine prima della colazione e prima dell'assunzione della terapia.

Visite specialistiche e controlli quando i valori restano elevati

Una singola misurazione alta non basta per diagnosticare l'ipertensione. Se però i valori mattutini risultano ripetutamente elevati, è opportuno discuterne con il medico, senza modificare autonomamente dosi o orari dei farmaci.

In base al quadro individuale possono essere indicati controlli cardiologici, valutazione del rischio cardiovascolare e monitoraggio pressorio delle 24 ore. Quest'ultimo permette di capire se la pressione salga realmente al risveglio oppure rimanga elevata già durante la notte.

Quando esistono sintomi compatibili con apnee notturne può essere necessario anche uno specifico approfondimento del sonno. La prevenzione comprende inoltre controllo del peso, attività fisica regolare compatibile con le proprie condizioni, riduzione dell'eccesso di sale, astensione dal fumo, moderazione dell'alcol e regolarità del riposo.

Quando una pressione molto alta diventa un segnale d'allarme

Valori occasionalmente superiori al solito vanno ricontrollati dopo alcuni minuti di riposo utilizzando una tecnica corretta. Situazioni ripetute devono invece essere riferite al medico, soprattutto nelle persone già in terapia o con patologie cardiovascolari, renali o metaboliche.

Una pressione pari o superiore a 180/120 mmHg richiede particolare attenzione e una nuova misurazione dopo alcuni minuti. Se valori molto elevati si accompagnano a dolore toracico, difficoltà respiratoria, disturbi della vista, confusione, difficoltà nel parlare, improvvisa debolezza o perdita di sensibilità da un lato del corpo o cefalea intensa e improvvisa, è necessario richiedere immediatamente assistenza sanitaria.

Il dato più importante resta però quello costruito nel tempo. La pressione arteriosa racconta molto di più attraverso una serie di misurazioni corrette che attraverso un singolo numero. Conoscere il proprio andamento mattutino e notturno permette di individuare eventuali anomalie e impostare controlli e terapie realmente adeguati al profilo individuale.

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