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A CURA DELLA DOTTORESSA CRISTIANA BERLINGHIERI*

La vera età biologica è spesso diversa da quella cronologica. L’invecchiamento non è soltanto una questione di anni sul calendario. Ogni cellula del nostro corpo racconta una storia diversa, scritta nelle sue modifiche epigenetiche — quelle piccole modificazioni chimiche sul DNA che influenzano il funzionamento dei geni senza cambiare la loro sequenza.

Oggi la scienza è in grado di quantificare questa “età nascosta” attraverso indicatori chiamati accelerazioni epigenetiche dell’invecchiamento (EAA, Epigenetic Age Acceleration). E la buona notizia è che queste possono essere influenzate dal nostro stile di vita — soprattutto dal modo in cui ci prendiamo cura del cuore.

Un recente studio condotto nell’ambito del Korean Genome and Epidemiology Study, pubblicato su BMC Medicine da Da-Eun Lee e colleghi, ha analizzato 1.940 adulti per comprendere come la salute cardiovascolare influisca sull’invecchiamento biologico.

I ricercatori hanno valutato i partecipanti secondo i criteri dell’American Heart Association – Life’s Essential 8, che comprende otto pilastri di benessere cardiovascolare: alimentazione equilibrata, qualità del sonno, astensione dal fumo, attività fisica regolare, indice di massa corporea (BMI) ottimale, controllo dei lipidi, glicemia stabile e pressione arteriosa nella norma.

Parallelamente, è stata misurata l’età epigenetica dei soggetti attraverso cinque algoritmi di metilazione del DNA: Horvath, Hannum, PhenoAge, GrimAge2 e DunedinPACE.

I risultati sono stati inequivocabili: una migliore salute cardiovascolare è associata a una riduzione significativa dell’età biologica. Ma l’aspetto più interessante è emerso analizzando le differenze tra uomini e donne.

Negli uomini, astensione dal fumo e controllo della glicemia sono risultati i principali fattori protettivi. Evitare la nicotina ha contribuito fino al 91% alla riduzione dell’indicatore GrimAge2, mentre un buon controllo glicemico ha spiegato fino al 94% della riduzione di DunedinPACE.

Nelle donne, attività fisica regolare, BMI ottimale e stabilità glicemica sono stati i fattori chiave. L’esercizio fisico ha spiegato il 44% della riduzione di GrimAge2, mentre glicemia e BMI hanno inciso rispettivamente per 54–50% e 46% su diversi indici epigenetici (Grim2AA, DunedinPACE, PhenoAA).

Secondo gli autori, i comportamenti che proteggono il sistema cardiovascolare modulano direttamente i processi cellulari dell’invecchiamento. Questi interventi agiscono sui meccanismi epigenetici che regolano l’infiammazione, la risposta allo stress ossidativo e la riparazione del DNA.

Questo studio offre una prospettiva innovativa per la medicina preventiva e la longevità: l’invecchiamento non è solo genetico, ma epigenetico e comportamentale. Per i professionisti della salute, ciò significa promuovere interventi personalizzati in base al sesso e al profilo metabolico.

Negli uomini: priorità alla cessazione del fumo e al controllo glicemico.
Nelle donne: puntare su attività fisica costante, peso equilibrato e stabilità metabolica.

Promuovere comportamenti salutari già dalla mezza età può davvero modificare la traiettoria dell’invecchiamento biologico. Si tratta di un passo concreto verso una longevità sana, dove la prevenzione mantiene giovane l’orologio epigenetico delle nostre cellule.

*Chi è la Dottoressa Cristiana Berlinghieri

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La dottoressa Berlinghieri è una Biologa Nutrizionista con una Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, che le ha permesso di acquisire una solida conoscenza delle scienze, della salute e della biochimica, complementando la sua formazione in nutrizione con una visione integrata e scientifica del metabolismo umano. Grazie a questo background multidisciplinare, è in grado di affrontare con competenza le sfide nutrizionali dei suoi pazienti, con particolare attenzione alla relazione tra microbiota intestinale e alimentazione, nonché alle potenzialità terapeutiche della dieta chetogenica (Keto). Si è specializzata nell'elaborazione di piani alimentari personalizzati per supportare il benessere intestinale e migliorare la salute metabolica, adottando un approccio integrato che unisce la nutrizione e la chimica, per ottimizzare i benefici di diete come la keto. È anche esperta nell'analisi della composizione corporea, nell'interpretazione di esami medici e nella valutazione degli stili di vita per garantire strategie alimentari efficaci, sicure e sostenibili. Il suo percorso professionale include inoltre un Corso di perfezionamento in Nutrizione Sportiva e Performance dell'Atleta, che le consente di offrire consulenze mirate per migliorare le prestazioni sportive, supportando gli atleti nella gestione dell'alimentazione in funzione dell'allenamento e del recupero. Inoltre, ha seguito un percorso di formazione sulle intolleranze alimentari e un corso di perfezionamento in Alimentazione e Tricologia, che le permettono di affrontare tematiche specifiche come la gestione delle intolleranze e il legame tra alimentazione e salute dei capelli. È anche coinvolta in attività di formazione e divulgazione scientifica. Opera come libera professionista tra Roma e Milano.

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