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De Palma: «Le raccomandazioni della Commissione UE sono una roadmap che non possiamo continuare a ignorare. Assistenza territoriale, innovazione organizzativa e valorizzazione delle competenze professionali rappresentano la chiave per costruire la sanità del prossimo decennio»

ROMA, 12 GIUGNO 2026 – Il Rapporto Paese Italia 2026 e le raccomandazioni formulate dalla Commissione Europea nell’ambito del Semestre Europeo 2026 offrono una fotografia articolata del Servizio Sanitario Nazionale e, soprattutto, indicano una direzione precisa per il futuro.

Bruxelles richiama infatti la necessità di garantire un accesso più tempestivo ed equo alle cure, di completare la riforma dell’assistenza territoriale prevista dal PNRR, di rafforzare la telemedicina e di migliorare la programmazione del personale sanitario, considerato uno degli elementi decisivi per la sostenibilità del sistema.

Nel documento emerge inoltre una crescente attenzione verso l’attrattività delle professioni sanitarie, la qualità della formazione, lo sviluppo delle competenze e la capacità dei sistemi sanitari di rispondere all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle patologie croniche.

Il quadro delineato dalla Commissione Europea

Secondo il Rapporto Paese, nel 2024 il 9,9% degli italiani ha dichiarato di aver rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria necessaria, rispetto al 6,3% registrato nel 2019. Tra le principali motivazioni emergono le difficoltà di accesso e i tempi di attesa, mentre la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie ha raggiunto il 23,7% della spesa sanitaria complessiva, contro una media europea del 14,9%.

La Commissione evidenzia inoltre l’importanza di completare la piena operatività delle Case della Comunità, degli Ospedali di Comunità, dei sistemi di assistenza domiciliare e delle piattaforme digitali che dovranno sostenere la presa in carico dei pazienti sul territorio.

Particolare attenzione viene dedicata alla programmazione delle professioni sanitarie e alla necessità di rendere più attrattivi i percorsi professionali attraverso formazione avanzata, opportunità di crescita e migliori modelli organizzativi.

L’EUROPA CORRE VELOCE: INVESTE SULLE COMPETENZE E SULLA SANITÀ TERRITORIALE

Per il Nursing Up, uno degli aspetti più interessanti del Rapporto Paese è che le indicazioni rivolte all'Italia si inseriscono all'interno di una trasformazione già in corso in molti sistemi sanitari europei.

La Commissione Europea e l'OMS Europa hanno recentemente avviato il programma “Nursing Action”, che coinvolge 20 Paesi dell'Unione Europea e la Norvegia, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle professioni infermieristiche attraverso interventi su sette aree strategiche: sviluppo professionale, percorsi di carriera, leadership, formazione continua, innovazione organizzativa, benessere lavorativo e integrazione delle tecnologie digitali.

Anche i dati OCSE confermano che la trasformazione è già in corso. Nell'ultimo decennio il numero medio di infermieri nei Paesi aderenti è passato da 8,1 a 9,2 professionisti ogni mille abitanti, accompagnando l'espansione dell'assistenza domiciliare, della sanità territoriale e dei modelli dedicati alla gestione delle patologie croniche.

In diversi Paesi europei ed extraeuropei, come Svizzera, Norvegia e Islanda, la dotazione supera oggi i 15 infermieri ogni mille abitanti, mentre sistemi sanitari come quelli di Irlanda, Finlandia, Paesi Bassi e Regno Unito stanno investendo in modo crescente sugli infermieri di pratica avanzata, sugli infermieri di famiglia e comunità e su nuove funzioni professionali orientate alla prevenzione, alla continuità assistenziale e alla presa in carico delle persone fragili.

L'obiettivo non è soltanto aumentare il numero dei professionisti disponibili, ma utilizzare al meglio competenze, formazione specialistica e innovazione organizzativa per migliorare l'accesso ai servizi e la qualità delle cure.

DE PALMA: «UNA DIREZIONE CHE CONDIVIDIAMO»

«La lettura del Rapporto Paese 2026 restituisce un messaggio molto chiaro», commenta Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «La Commissione Europea non si limita a evidenziare le criticità esistenti, ma individua alcune delle grandi trasformazioni che stanno interessando tutti i sistemi sanitari avanzati: assistenza territoriale, gestione delle cronicità, domiciliarità, digitalizzazione e valorizzazione delle competenze professionali».

«È significativo che Bruxelles richiami la necessità di rendere più attrattive le professioni sanitarie attraverso percorsi di crescita, formazione specialistica, sviluppo delle competenze e migliori condizioni organizzative. Sono temi che non riguardano soltanto il personale, ma la capacità complessiva del sistema di rispondere ai bisogni dei cittadini».

Secondo De Palma, il percorso avviato con il PNRR può rappresentare una straordinaria opportunità di modernizzazione.

«Le Case della Comunità, la telemedicina, l’assistenza domiciliare e la presa in carico dei pazienti cronici rappresentano una delle più importanti occasioni di innovazione sanitaria degli ultimi decenni. L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo e proprio per questo può diventare uno dei laboratori europei più avanzati nello sviluppo della sanità territoriale».

GUARDARE AL FUTURO

Per il Nursing Up, il valore delle raccomandazioni europee risiede soprattutto nella prospettiva che offrono.

«La vera sfida», conclude De Palma, «non è limitarsi a gestire le difficoltà del presente. È costruire un sistema sanitario capace di affrontare il futuro. L’Europa sta investendo su competenze, innovazione e nuovi modelli assistenziali. L’Italia ha oggi l’opportunità non solo di partecipare a questa trasformazione, ma di diventarne uno dei protagonisti attraverso la sanità territoriale, la gestione delle cronicità e l’innovazione organizzativa».

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