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farmacie ospedaliere

La diatriba sulla farmacia dei servizi non conosce la parola fine. Il nuovo articolo 68 del DDL Bilancio 2026 sostituisce il precedente art. 67: confermati tetto di spesa e tracciabilità, ma eliminate le garanzie esplicite su autorizzazione e accreditamento. AISI, dopo il confronto nel tavolo tecnico UAP, chiede un chiarimento istituzionale per evitare pericolosi passi indietro e assicurare parità di condizioni tra pubblico, privato e farmacie.

ROMA, 23 OTTOBRE 2025 – L’Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti (AISI), componente dell’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAP), interviene sul nuovo articolo 68 del DDL Bilancio 2026 dedicato alla “Farmacia dei Servizi”.

Facendo riferimento alla nota tecnica elaborata in sede UAP, alla quale AISI ha partecipato con propri contributi, l’associazione sottolinea che la nuova formulazione, pur confermando alcuni aspetti positivi, apre a rischi di arretramento e di interpretazione ambigua che non possono essere sottovalutati.

Il rischio di arretramento

“La soppressione dell’inciso ‘previa autorizzazione e accreditamento’ – dichiara la presidente Karin Saccomanno – rappresenta un arretramento sul piano della chiarezza normativa. Questo passaggio rischia di far credere che le farmacie possano erogare prestazioni senza rispettare gli stessi requisiti delle altre strutture sanitarie. Non è così: autorizzazione e accreditamento restano principi irrinunciabili e AISI vigilerà affinché non si aprano scorciatoie pericolose per cittadini e professionisti.”

Le criticità aperte

Il nuovo articolo introduce strumenti come le linee guida ministeriali, pensate in particolare per le farmacie rurali o in aree disagiate, e richiama la sperimentazione già avviata.
“Questi elementi – spiega il direttore generale Giovanni Onesti – rischiano però di generare percorsi a doppia velocità, con standard attenuati in alcune zone del Paese. La prossimità non può tradursi in abbassamento delle garanzie: regole e requisiti devono restare uguali per tutti, altrimenti la sicurezza dei cittadini verrebbe messa in discussione.”

Continuità e aspetti positivi

Il segretario generale Fabio Vivaldi riconosce i punti di continuità del nuovo testo: la conferma della quota di 50 milioni di euro annui vincolata al fabbisogno sanitario standard, il mantenimento della programmazione regionale e l’introduzione del decreto MEF–Salute sul Sistema TS, che rafforza la tracciabilità e la trasparenza nei flussi di spesa.

“Si tratta di basi importanti – sottolinea Vivaldi – ma non sufficienti. Per questo chiediamo che si apra un tavolo di confronto istituzionale dove AISI, nel solco del lavoro svolto con UAP, possa contribuire a definire requisiti uniformi, senza interpretazioni ambigue o deroghe territoriali.”

La posizione di AISI

In coerenza con l’analisi svolta in sede UAP, AISI ribadisce che:

  • occorre riconoscere i passi avanti sulla tracciabilità e sulla continuità della spesa;
  • la nuova formulazione resta però ambigua sul fronte delle regole di accreditamento e può essere strumentalizzata in senso deregolatorio;
  • la priorità deve restare la tutela dei cittadini e la parità di condizioni tra pubblico, privato e farmacie.

“Prossimità sì – conclude Saccomanno – ma solo con sicurezza, legalità e regole certe per tutti.”

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