telemedicina
la telemedicina come nuova frontiera dei servizi sanitari digitali 952x667 1

Solo il 58% delle Regioni è pronto, Sud fermo al 28%. I vertici dell’associazione non nascondono le preoccupazioni: “Serve un piano strutturale, non interventi una tantum. Il Governo faccia chiarezza su quali e quante risorse sono destinate alla sanità privata accreditata e pura”

ROMA 18 SETT 2025 - «La recente approvazione in Conferenza Stato-Regioni del decreto sulla Piattaforma Nazionale di Telemedicina è un passaggio importante: la telemedicina entra finalmente a far parte del Servizio sanitario nazionale – afferma la Presidente di AISI, Karin Saccomanno –. I fondi del PNRR, pari a 1,5 miliardi di euro, sono un segnale concreto, ma senza risorse stabili e continuative rischiamo di avere un fuoco di paglia. La sanità privata deve essere messa nelle condizioni di contribuire: chiediamo che almeno il 30% dei fondi sia destinato anche alle strutture accreditate, con criteri trasparenti e verificabili.»

Disomogeneità tra le Regioni e ruolo chiave del privato accreditato e puro

Il Direttore Generale Giovanni Onesti sottolinea che il quadro nazionale resta molto disomogeneo: «Il 42% delle Regioni non dispone ancora di servizi di telemedicina strutturati. Solo sei Regioni – Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Lazio e Piemonte – hanno piattaforme parzialmente integrate con il Fascicolo Sanitario Elettronico. Nel Sud e nelle Isole la copertura media dei servizi minimi (televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, teleassistenza) non supera il 28%, contro il 71% del Centro-Nord. In Campania e Sicilia meno del 20% delle strutture pubbliche ha sistemi di telemonitoraggio attivi, mentre in Emilia-Romagna si arriva all’82%. Senza standard unici e un coinvolgimento reale del privato, questo divario continuerà a crescere.»

Formazione, sicurezza e responsabilità

Il Segretario Generale Fabio Vivaldi richiama l’attenzione sugli aspetti operativi: «La tecnologia è un mezzo, non il fine. Servono percorsi di formazione obbligatoria per medici, infermieri e operatori, regole chiare sulla responsabilità professionale e una remunerazione adeguata per chi lavora in telemedicina. Se non si garantiscono pari condizioni tra pubblico e privato accreditato, il sistema rischia di restare fragile. È fondamentale che la piattaforma non sia solo una cornice, ma un sistema realmente operativo, sicuro e sostenibile. Non siamo un'alternativa, non siamo il piano B lo dimostrano i numeri. La sanità pubblica e quella privata rappresentano le facce della stessa medaglie e devono godere dei medesimi strumenti per permettere ai pazienti di scegliere e ricevere prestazioni di qualità, sempre e comunque».

Per AISI la Piattaforma Nazionale di Telemedicina è una svolta necessaria, ma senza risorse stabili, standard comuni e un ruolo attivo del privato resterà un’occasione mancata.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


Infermieri Bornout Sanita Oggi
SANITÀ, NURSING UP: «IL PAESE CHIEDE AGLI INFERMIERI DI CURARE TUTTI, MA CONTINUA A NON PROTEGGERLI ABBASTANZA!»
microbiota fertilidad
Microbiota intestinale e la fertilità: la scoperta dei batteri chiave
uomo visita andrologo large
Terapie a base di testosterone: tutti i rischi che occorre conoscere
micosi polmonare scaled 1
Infezioni fungine letali: emergenza farmaci e test diagnostici. L’allarme dell’OMS
CUORE BAMBINI
Infarto e ictus, i pediatri lanciano l’allarme: ecco i dieci nemici del cuore da combattere fin dall’infanzia
epilessia bambini.jpg
Patologie neurologiche infantili: sintomi da riconoscere e quadro italiano
images
Vaccino contro la pertosse in gravidanza, perché protegge il neonato nei mesi più delicati della vita
tumore del polmone non fumatore thumb 720 480
Tumore del polmone, immunoterapia: via libera UE per tislelizumab
featured 1
MR Open Evo: la risonanza magnetica innovativa per il comfort del paziente
tumori pediatrici airc
Tumori dell’età pediatrica, quando la radioterapia è decisiva per salvare il futuro
Torna in alto