intelligenza artificiale in sanita
ict sistema sanitario

ROMA, 17 APRILE 2026 – La sanità privata italiana, in tutte le sue componenti – accreditata e pura –, lancia un appello ma anche una proposta concreta: un Patto per l’Innovazione tra istituzioni e sistema sanitario, per garantire sostenibilità agli investimenti e accesso equo alle tecnologie più avanzate.

In un contesto segnato dall’aumento dei costi energetici, dall’inflazione dei dispositivi medici e dalla crescita esponenziale dei costi digitali legati a cloud e infrastrutture di Intelligenza Artificiale, il comparto si trova oggi a operare in condizioni sempre più critiche.

È questo il cuore del rapporto AISI sull’Intelligenza Artificiale nella sanità privata, che evidenzia un sistema in forte evoluzione tecnologica, ma esposto a pressioni economiche sempre più difficili da sostenere.

INVESTIMENTI IN CRESCITA: IL PRIVATO TRAINANTE DELL’INNOVAZIONE

Nel triennio 2024-2026 le imprese sanitarie private hanno aumentato gli investimenti del +12%, confermandosi motore di innovazione su tre direttrici strategiche:

  • Diagnostica avanzata (45%): IA in grado di ridurre i falsi negativi fino al 18%, migliorando tempestività e precisione delle diagnosi.
  • Efficienza operativa (30%): ottimizzazione dei flussi clinici e abbattimento delle liste d’attesa, con un incremento della produttività fino al +22%.
  • Cyber-resilienza (25%): protezione dei dati sanitari in un contesto di crescente esposizione al cyber-crimine.

Un impegno che riguarda l’intero ecosistema della sanità privata, dalle strutture accreditate a quelle completamente private, tutte impegnate nell’elevare standard e qualità delle cure.

INTELLIGENZA AUMENTATA: TECNOLOGIA E UMANITÀ IN SINERGIA

La Presidente Nazionale, Karin Saccomanno, sottolinea:
“Il nostro modello è quello dell’Intelligenza Aumentata: la tecnologia supporta il medico, non lo sostituisce. È una scelta culturale prima ancora che tecnologica, che rimette al centro il paziente e il tempo di cura.”

L’IA diventa così uno strumento per migliorare l’efficacia clinica, ridurre la burocrazia e rafforzare la relazione medico-paziente.

IL RISCHIO: INNOVAZIONE SENZA SOSTENIBILITÀ

Il Direttore Generale, Giovanni Onesti, evidenzia il punto critico:
“Stiamo affrontando una trasformazione radicale: non compriamo più solo macchinari, ma sistemi intelligenti, infrastrutture digitali e servizi cloud. I costi sono aumentati in modo esponenziale, ma il sistema non li riconosce.”

Le strutture accreditate restano vincolate a tariffari non aggiornati, mentre il privato puro sostiene integralmente l’impatto degli investimenti, generando una pressione economica trasversale a tutto il comparto.

Un settore che già oggi sostiene una quota rilevante della domanda sanitaria nazionale, in un Paese dove la spesa sanitaria privata ha superato i 46 miliardi di euro annui, confermando il ruolo sempre più centrale del comparto nel garantire accesso alle cure.

IL PATTO PER L’INNOVAZIONE: LA PROPOSTA AISI

Il Segretario Generale, Fabio Vivaldi, lancia una proposta chiara:
“Serve un Patto per l’Innovazione tra pubblico e privato sanitario. Non è più rinviabile. Non si può fare innovazione con tariffari di dieci anni fa.”

Il Patto si fonda su tre pilastri operativi:

  • Adeguamento tariffario strutturale: riconoscimento del valore delle prestazioni supportate da IA.
  • Defiscalizzazione tecnologica: incentivi per tutte le strutture private, accreditate e pure, che investono in innovazione.
  • Regia unica nazionale: interoperabilità dei dati sanitari per valorizzare gli investimenti e garantire continuità assistenziale.

UNA SCELTA NON PIÙ RINVIABILE

AISI sottolinea che la sanità privata, in tutte le sue forme, rappresenta una componente sempre più strategica e complementare al sistema pubblico, oltre che un laboratorio avanzato di innovazione tecnologica e organizzativa.

“Il Patto per l’Innovazione è una proposta concreta ma anche un segnale chiaro: senza una scelta politica immediata, il rischio non è solo rallentare l’innovazione, ma compromettere l’accesso stesso alle cure di qualità. Il tempo dell’attesa è finito.”

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