sicurezza alimentare coldiretti

Nel 2024 il sistema italiano dei controlli ufficiali sulla sicurezza alimentare ha mostrato una capacità di presidio efficace e diffusa lungo l’intera filiera agroalimentare, confermando standard complessivamente adeguati di tutela per i consumatori. A certificarlo è la Relazione annuale del Piano di Controllo Nazionale Pluriennale (PCNP), pubblicata dal Ministero della Salute, che fotografa un anno caratterizzato da un aumento delle attività ispettive e di campionamento, accompagnato da un incremento contenuto delle non conformità.

Il quadro che emerge non è quello di un sistema sotto stress, ma di una rete di controlli capillare e strutturata, in grado di intercettare criticità senza perdere efficacia complessiva. L’incremento dei campioni analizzati, infatti, è il risultato di una strategia di vigilanza più mirata e di un utilizzo sempre più avanzato degli strumenti informatici di raccolta e analisi dei dati, con benefici evidenti in termini di qualità delle informazioni e capacità di intervento.

Un sistema di controlli esteso dalla produzione al consumo

Nel solo ambito della sicurezza alimentare, nel 2024 sono stati censiti oltre 1,37 milioni di operatori del settore alimentare, di cui circa 171 mila sottoposti a controllo. Le ispezioni e gli audit effettuati hanno raggiunto quota 376.969, con 100.919 non conformità rilevate, pari a circa il 27% dei controlli eseguiti. A queste si sono aggiunte oltre 62 mila azioni amministrative e 4.296 segnalazioni giudiziarie, che hanno portato anche a sequestri di prodotti non conformi.

Le verifiche hanno interessato tutte le fasi della filiera: produzione primaria, trasformazione industriale, distribuzione, vendita all’ingrosso e al dettaglio, ristorazione e servizi di fornitura di alimenti. Un’attenzione specifica è stata dedicata anche ai materiali e oggetti a contatto con gli alimenti, alla correttezza delle pratiche commerciali e alla qualità dell’informazione fornita ai consumatori, elementi centrali per garantire trasparenza e fiducia.

Campionamenti in aumento e ruolo chiave del sistema RaDISAN

I dati del 2024 indicano un leggero incremento dei campioni analizzati rispetto all’anno precedente, accompagnato da un aumento contenuto delle non conformità. I prodotti carnei restano la categoria più campionata, seguiti da frutta e ortaggi, confermando l’attenzione verso le matrici alimentari a maggiore rischio potenziale.

Un contributo decisivo al miglioramento del sistema è arrivato dall’utilizzo del RaDISAN, il sistema informatico nazionale per la raccolta dei dati in igiene e sicurezza degli alimenti e nutrizione. Grazie a questo strumento, nel 2024 si è registrato un ulteriore passo avanti in termini di coerenza, accuratezza e precisione delle informazioni trasmesse dai territori, facilitando analisi comparative e interventi correttivi tempestivi.

Filiere sotto osservazione e obiettivi strategici centrati

Secondo la Relazione, nel 2024 risultano raggiunti gli obiettivi strategici fissati dal PCNP 2023-2027. Tutte le filiere produttive sono state sottoposte a controllo, con una particolare attenzione rivolta a olio d’olivalatte e derivatiprodotti della pesca e molluschi bivalvimielecerealiuovafrutta e ortaggi.

Un report dedicato alle filiere agroalimentari affianca il documento principale e consente una valutazione mirata del raggiungimento degli obiettivi, offrendo una fotografia dettagliata delle aree più sensibili e delle azioni intraprese per ridurre i rischi lungo il percorso che porta gli alimenti dalla produzione alla tavola.

Microbiologia degli alimenti: criticità monitorate e trend sotto controllo

Nel 2024 sono stati analizzati oltre 34.600 campioni per i controlli microbiologici, con un tasso di non conformità del 3%, in lieve aumento rispetto al 2023 ma in calo se osservato nel medio-lungo periodo. Le principali criticità riguardano carni macinate e prodotti a base di carne fresca, che presentano una percentuale di non conformità pari al 5%. Per altre categorie – prodotti a base di carne, pesce e prodotti della pesca, alimenti trasformati, grassi e oli – le percentuali si attestano intorno al 3,5%.

In linea con quanto riportato dall’EFSA, le principali malattie di origine alimentare in Europa sono attribuibili a CampylobacterSalmonellaYersiniaEscherichia coli produttori di shiga-tossina (STEC) e Listeria monocytogenes. Nel 2024, per la ricerca di Listeria monocytogenes sono state effettuate 11.537 analisi, con 76 positività pari allo 0,66%; i prodotti carnei e a base di carne restano le matrici più frequentemente interessate.

Per Salmonella spp. sono state eseguite 19.157 determinazioni, con 445 risultati positivi (2,32%), concentrati soprattutto nella carne fresca, che rappresenta oltre la metà delle non conformità. Prosegue inoltre l’attività di controllo sul latte crudo, in conformità agli accordi nazionali, a tutela dei consumatori più esposti.

Prevenzione, controlli e tutela della salute pubblica: sicurezza alimentare al primo posto

Prevenzione, controlli e tutela della salute pubblica: sicurezza alimentare al primo posto

Il rafforzamento dei controlli ufficiali si inserisce in una strategia più ampia di prevenzione primaria e secondaria, fondamentale per ridurre il rischio di malattie di origine alimentare. Per i cittadini, la sicurezza alimentare passa anche attraverso comportamenti consapevoli: corretta conservazione degli alimenti, attenzione alla cottura delle carni, igiene in cucina e rispetto delle indicazioni in etichetta.

Sul piano sanitario, restano centrali le attività di sorveglianza, gli screening mirati nei contesti a rischio e la tempestiva segnalazione dei casi sospetti. In presenza di sintomi gastrointestinali persistenti o severi, il ricorso a valutazioni specialistiche consente una diagnosi precoce e un intervento adeguato, riducendo complicanze e diffusione delle infezioni.

Una filiera vigilata come garanzia di fiducia

Il quadro tracciato dalla Relazione 2024 conferma che il sistema italiano dei controlli ufficiali rappresenta un pilastro della tutela della salute pubblica. L’aumento delle attività ispettive non segnala una maggiore insicurezza degli alimenti, ma una maggiore capacità di intercettare e gestire le criticità, rafforzando la fiducia dei consumatori.

La combinazione tra controlli capillari, strumenti informatici avanzati e collaborazione tra istituzioni centrali e territoriali consente di mantenere elevati livelli di sicurezza e qualità. In un contesto agroalimentare sempre più complesso, la vigilanza lungo tutta la filiera resta un investimento essenziale per proteggere la salute e garantire trasparenza e correttezza dal campo alla tavola.

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