tumori europa mortalita screening lotta fumo polmone donne

I tumori nel 2026 a rappresentare una delle più grandi sfide sanitarie del continente europeo. Le diagnosi aumentano, la popolazione invecchia e i costi assistenziali crescono, ma allo stesso tempo migliorano le possibilità di sopravvivenza e si amplia l’accesso a terapie sempre più innovative. È il quadro che emerge dal Comparator Report on Cancer in Europe 2025, pubblicato dallo Swedish Institute for Health Economics, che analizza l’andamento dell’oncologia in 31 Paesi europei.

Nel 2022 sono stati stimati 3,2 milioni di nuovi casi di tumore in Europa, contro i 2,1 milioni registrati nel 1995. L’incremento è pari al 58% e risulta legato soprattutto all’invecchiamento della popolazione. Le proiezioni indicano che, senza ulteriori progressi nella prevenzione e nella diagnosi precoce, le nuove diagnosi potrebbero raggiungere i 4,1 milioni entro il 2050.

Un numero crescente di diagnosi ma meno morti del previsto

L’aumento dei casi non si è tradotto in una crescita proporzionale della mortalità. Tra il 1995 e il 2022 i decessi per tumore sono passati da 1,2 a 1,5 milioni, con un incremento del 24%, decisamente inferiore rispetto all’aumento delle diagnosi.

Secondo il rapporto, questo dato rappresenta uno dei segnali più concreti dei progressi ottenuti negli ultimi decenni grazie agli screening, alle diagnosi più precoci, alla chirurgia oncologica sempre più precisa e ai nuovi trattamenti farmacologici.

Oggi il cancro rappresenta già la prima causa di morte negli europei sotto i 65 anni, responsabile del 32% dei decessi in questa fascia di età. Nel complesso resta la seconda causa di morte dopo le malattie cardiovascolari, ma gli esperti ritengono che possa diventare la prima causa di decesso nell’Unione Europea entro il 2035.

Prevenzione ancora decisiva

Il rapporto ricorda che una quota compresa tra il 30% e il 50% dei tumori è associata a fattori di rischio modificabili.

Fumo, consumo di alcol, obesità, alimentazione non equilibrata, sedentarietà, esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti e infezioni prevenibili come HPV ed epatite B continuano a rappresentare alcuni dei principali bersagli delle strategie di prevenzione.

Per gli esperti la riduzione di questi fattori resta una delle leve più efficaci per contenere il futuro aumento delle diagnosi.

Sopravvivenza in crescita grazie all’innovazione

Uno degli aspetti più incoraggianti riguarda la sopravvivenza. Rispetto agli anni Novanta, i tassi di sopravvivenza a cinque anni sono migliorati nella maggior parte delle patologie oncologiche.

I risultati più significativi si osservano nei tumori ematologici, dove l’introduzione di nuove terapie mirate e immunologiche ha modificato radicalmente la prognosi di molte malattie che un tempo avevano prospettive molto limitate.

Permangono invece aree critiche in alcune neoplasie solide, come tumori cerebrali, della vescica, della laringe e alcuni tumori ginecologici, dove i progressi risultano più contenuti.

Secondo il report, quasi 200mila decessi all’anno potrebbero essere evitati se tutti i Paesi europei raggiungessero i livelli di sopravvivenza osservati nei sistemi sanitari più performanti.

L’Italia tra accesso ai farmaci e tempi di attesa

Sul fronte dell’innovazione terapeutica, l’oncologia ha vissuto una vera rivoluzione. Dal 1995 al 2024 sono stati autorizzati in Europa 194 nuovi farmaci oncologici e 318 nuove indicazioni terapeutiche.

L’accelerazione è stata particolarmente evidente negli ultimi anni grazie allo sviluppo di immunoterapie, terapie target, anticorpi farmaco-coniugati, anticorpi bispecifici e terapie cellulari avanzate.

L’Italia si colloca tra i Paesi europei con una buona disponibilità di farmaci innovativi. Per i medicinali oncologici approvati tra il 2019 e il 2022, il nostro Paese raggiunge un tasso di rimborsabilità dell’83%, superiore alla media europea del 67%.

Resta però il nodo dei tempi. Per arrivare al rimborso effettivo di una nuova terapia servono mediamente circa 370 giorni, un dato migliore rispetto a molti Paesi dell’Europa orientale ma ancora distante dai sistemi più rapidi come Germania e Danimarca, dove il processo richiede meno di 150 giorni.

La sfida della medicina di precisione

La cura del cancro dipende sempre più dalla capacità di identificare le caratteristiche biologiche del tumore.

Oggi quasi la metà dei nuovi farmaci oncologici sviluppati per i tumori solidi richiede la presenza di specifici biomarcatori molecolari per individuare i pazienti che possono realmente beneficiare della terapia.

In questo contesto assumono un ruolo crescente le tecnologie di profilazione genomica e il Next Generation Sequencing (NGS), strumenti che consentono di analizzare simultaneamente numerose alterazioni genetiche.

Il report evidenzia però che l’accesso a questi test resta disomogeneo in molti Paesi europei e può rappresentare un ostacolo anche quando il farmaco è già disponibile e rimborsato.

Visite specialistiche, diagnosi precoce e controlli

ricerca contro il cancro

Gli specialisti sottolineano che i risultati migliori si ottengono quando prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure lavorano insieme.

La partecipazione ai programmi di screening per tumore della mammella, colon-retto e cervice uterina continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per individuare la malattia nelle fasi iniziali.

Anche le visite specialistiche mirate assumono un ruolo fondamentale nei soggetti con familiarità oncologica, fattori di rischio specifici o sintomi persistenti che meritano approfondimenti diagnostici.

Intercettare il tumore in una fase precoce significa aumentare significativamente le probabilità di guarigione e ridurre l’impatto delle cure più invasive.

La nuova sfida dell’oncologia europea

Il rapporto evidenzia come il futuro dell’oncologia non dipenda soltanto dall’arrivo di nuovi farmaci. Servono investimenti in prevenzione, diagnostica molecolare, registri clinici, raccolta di dati real-world e organizzazione delle reti assistenziali.

L’Europa ha dimostrato di poter migliorare la sopravvivenza e trasformare molte diagnosi oncologiche in patologie sempre più curabili. La sfida dei prossimi anni sarà garantire che innovazione, diagnosi precoce e accesso alle cure siano disponibili in modo uniforme per tutti i cittadini, indipendentemente dal Paese o dalla regione di residenza.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


bigstock Man In Jeans Holds A Blue Ribb 355446977 900x580 1
Tumore alla prostata. Al via test “Prostatype” al Policlinico Tor Vergata: test all’avanguardia per personalizzare le cure
Ricerca tumore
Cancro, l’Oms denuncia squilibri nella ricerca: troppi studi nei paesi ricchi, pochi dove servono di più
claustrofobia scaled
Claustrofobia e soggetti claustrofobici: focus su una delle fobie più diffuse al mondo
Utilizzo di modelli cerebrali 3D per curare lesioni cerebrali e malattie neurologiche.jpg
Il cervello adulto genera nuovi neuroni: la scoperta che rivoluziona la neurologia
longevita anziani Ph canva 1536x802 1
Longevità, quasi 15 milioni di italiani over 65: solitudine, case inadeguate e città difficili minacciano l’autonomia
foto 1
Muscolo e longevità, perché mantenerlo in salute protegge tutto l’organismo
tumore del colon retto scaled 1 scaled
Tumore del colon-retto: prima causa di mortalità oncologica sotto i 50 anni negli Usa, i numeri e la prevenzione in Italia
influenza siamo al picco sintomi durata e farmaci
Una stagione influenzale da record negativo
libera professione 1
SANITÀ, MILLEPROROGHE. NURSING UP: APPROVATA DEROGA SULLE INCOMPATIBILITÀ FINO AL 2027. DE PALMA: «ANCORA UNA VOLTA NON SI RISOLVE IL PROBLEMA. SERVIVA UNA SCELTA DI CORAGGIO»
fumograv
Il fumo danneggia la fertilità e la gravidanza: il ruolo delle ostetriche nella prevenzione
Torna in alto