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Nel 2025 quasi 18 mila aggressioni hanno coinvolto oltre 23 mila operatori sanitari. La Legge 198/2025 inserisce la prevenzione delle violenze tra le misure generali di tutela previste dal Testo Unico sulla sicurezza. Basili (Founder e Presidente del CdA Gruppo ECOSafety): «La prevenzione non può esaurirsi in un adempimento burocratico: deve tradursi in procedure, organizzazione e competenze. Per questo abbiamo sviluppato un percorso ECM che aiuta le strutture sanitarie a trasformare gli obblighi di legge in strumenti concreti di tutela».

Le aggressioni contro gli operatori sanitari non rappresentano più soltanto un'emergenza sociale o un problema di ordine pubblico. 

I numeri confermano che si tratta ormai di un vero rischio lavorativo che le organizzazioni sono chiamate a prevenire attraverso strumenti sempre più strutturati.

È in questo contesto che si inserisce la Legge 198/2025, entrata in vigore il 31 dicembre 2025, che ha modificato l'articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 introducendo la nuova lettera z-bis e inserendo tra le misure generali di tutela la programmazione di interventi finalizzati a prevenire le condotte violente o moleste nei confronti dei lavoratori.

Per il mondo della sanità si tratta di una svolta destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della sicurezza. Ospedali, cliniche, RSA, poliambulatori, centri diagnostici e strutture territoriali sono oggi chiamati a integrare la prevenzione delle aggressioni all'interno del proprio sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, trasformando un fenomeno troppo spesso considerato inevitabile in un rischio da valutare, gestire e ridurre.

UNA NUOVA RESPONSABILITÀ PER LE ORGANIZZAZIONI SANITARIE

La novità introdotta dal legislatore va ben oltre un semplice aggiornamento normativo. La prevenzione delle aggressioni entra stabilmente nel sistema delineato dal Testo Unico sulla Sicurezza, imponendo alle organizzazioni di programmare misure adeguate alla reale esposizione dei lavoratori.

Per i datori di lavoro, i dirigenti, i direttori sanitari e i responsabili della sicurezza questo significa riesaminare la valutazione dei rischi, verificare l'efficacia delle procedure organizzative, aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi e rafforzare tutte le misure di prevenzione destinate al personale.

Molte strutture sanitarie, pubbliche e private, stanno già avviando percorsi di adeguamento dei propri modelli organizzativi per allinearsi al nuovo quadro normativo. La conformità alla disciplina, tuttavia, non può esaurirsi nella sola produzione di documenti. Le misure previste devono tradursi in procedure realmente applicabili, modelli organizzativi efficaci e personale adeguatamente formato, affinché la prevenzione diventi parte integrante dell'organizzazione del lavoro.

«Pensare che basti aggiornare un DVR per risolvere il problema delle aggressioni sarebbe un grave errore», osserva Fulvio Basili, Founder e Presidente del CdA di Gruppo ECOSafety. «Il documento rappresenta il punto di partenza. La vera tutela nasce quando le misure previste vengono trasformate in procedure operative, formazione, organizzazione e cultura della prevenzione.»

UN'EMERGENZA CERTIFICATA DAI NUMERI

Il rafforzamento della disciplina arriva mentre il fenomeno continua a crescere.

La più recente Relazione dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, presentata dal Ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, fotografa una situazione che richiede risposte sempre più incisive.

Nel corso del 2025 sono state registrate quasi 18 mila aggressioni, con 23.367 professionisti coinvolti. Le aggressioni verbali rappresentano circa il 69% degli episodi, quelle fisiche il 25%, mentre il restante 6% riguarda altre forme di violenza o danni ai beni.

Il personale infermieristico continua a essere quello maggiormente esposto, con circa il 55% delle segnalazioni, seguito dai medici (16%) e dagli operatori socio-sanitari (11%). I Pronto Soccorso, i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura, le aree di degenza e, sempre più frequentemente, i servizi territoriali e gli sportelli amministrativi rappresentano gli ambiti maggiormente interessati dal fenomeno.

Un quadro che ha portato il Ministero della Salute ad aggiornare anche la Raccomandazione n. 8, rafforzando il ruolo della valutazione del rischio, della formazione degli operatori, della cultura della segnalazione e delle misure organizzative per prevenire gli episodi di violenza.

Un allarme condiviso anche dalle principali istituzioni del settore. FNOMCeO, FNOPI e INAIL richiamano da tempo la necessità di affiancare agli strumenti repressivi una strategia fondata soprattutto sulla prevenzione, sull'organizzazione del lavoro, sulla formazione continua e sulla diffusione di una più solida cultura della sicurezza.

LA CARTA NON BASTA: LA SICUREZZA DEVE DIVENTARE ORGANIZZAZIONE

«Le aggressioni nei confronti del personale sanitario non possono essere considerate una conseguenza inevitabile di chi lavora in prima linea», prosegue Fulvio Basili. «Ogni episodio rappresenta un fallimento del sistema di prevenzione. La nuova normativa ci chiede di fare un salto culturale: passare dalla semplice conformità alla prevenzione reale.

Per questo la sicurezza non coincide con un fascicolo custodito in archivio, ma con un'organizzazione capace di riconoscere il rischio, programmare interventi efficaci, preparare il personale e costruire ambienti di lavoro nei quali tutti i professionisti possano svolgere il proprio lavoro nelle migliori condizioni possibili.»

DALLA CONFORMITÀ NORMATIVA ALLA PREVENZIONE REALE

È questa la filosofia che da anni guida Gruppo ECOSafety, realtà specializzata nella consulenza integrata in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La sicurezza non viene considerata un insieme di adempimenti burocratici, ma un sistema che protegge il capitale umano, rafforza la continuità operativa delle organizzazioni e accompagna imprese e strutture sanitarie lungo tutto il ciclo della prevenzione: dall'analisi dei rischi alla redazione documentale, dall'assunzione dei ruoli tecnici ai sistemi di gestione, fino alla formazione continua.

In un contesto normativo in continua evoluzione e davanti a rischi emergenti come quello delle aggressioni al personale sanitario, consulenza, organizzazione e formazione diventano strumenti complementari di un unico modello di prevenzione.

IL CORSO ECM: LA FORMAZIONE CHE TRASFORMA LA NORMA IN PREVENZIONE CONCRETA

È proprio da questa visione che nasce il corso "Aggressioni e violenze sul lavoro: il settore sanitario", progettato da Gruppo ECOSafety per offrire alle strutture sanitarie una risposta concreta alle nuove esigenze introdotte dalla Legge 198/2025 e contribuire a trasformare gli obblighi previsti dalla normativa in un sistema di prevenzione realmente efficace.

Il percorso, erogato in modalità Formazione a Distanza (FAD), è rivolto a tutto il personale sanitario e amministrativo operante nelle strutture pubbliche e private, con particolare attenzione alle attività di front-office e alle aree maggiormente esposte al contatto con il pubblico. Per tutto il 2026 sarà disponibile anche una versione, per il personale sanitario, accreditata nell'ambito del programma nazionale ECM.”

L'obiettivo è fornire competenze immediatamente spendibili nella pratica quotidiana, affinché la prevenzione delle aggressioni diventi parte integrante dell'organizzazione aziendale e non si esaurisca in un adempimento formale.

Il programma affronta il fenomeno sotto il profilo normativo, organizzativo e comportamentale, approfondendo la valutazione del rischio, l'individuazione dei fattori predisponenti, il riconoscimento dei segnali precoci di escalation, le dinamiche che precedono gli episodi di violenza e le tecniche di comunicazione e de-escalation, consentendo agli operatori di acquisire strumenti pratici per prevenire o gestire situazioni potenzialmente critiche prima che degenerino in aggressioni verbali o fisiche.

Accanto al corso ECM, Gruppo ECOSafety mette inoltre a disposizione uno specifico percorso introduttivo in e-learning dedicato al rischio aggressioni in ambito sanitario, focalizzato sulla conoscenza del fenomeno, sull'analisi dei fattori di rischio e sulle principali misure di prevenzione strutturali, organizzative e tecnologiche. Due percorsi complementari che permettono alle organizzazioni di costruire programmi formativi calibrati sulle proprie esigenze e sui diversi livelli di esposizione al rischio.

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