MOCA
Logo EcoSafetyGroup

Dott. Fulvio Basili (Presidente del CDA e Founder Gruppo Ecosafety): “La compliance oggi è l’unico vero scudo: tutela la salute del consumatore e garantisce continuità economica alle imprese”.

ROMA 22 APR 2026 – Il 2026 segna un passaggio decisivo per la sicurezza alimentare: non cambia l’impianto normativo, ma cambia radicalmente il modo in cui viene applicato. Le imprese si trovano davanti a un sistema molto più esigente, in cui non basta più essere formalmente in regola: oggi conta la capacità di dimostrare, in tempo reale, la sicurezza dei processi.

I nuovi parametri europei sui contaminanti emergenti sono ormai pienamente operativi: per i PFAS vengono fissati limiti fino a 100 nanogrammi/litro e 500 ng/L complessivi, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 18/2023 di recepimento della Direttiva UE 2020/2184, dalle Linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità e dai dati di monitoraggio dell’Università di Padova, mentre sul fronte dei materiali a contatto con alimenti si rafforza il quadro sul bisfenolo A (BPA), con obblighi più stringenti su tracciabilità e dichiarazioni di conformità alla luce del Regolamento (UE) 2024/3190 e dei pareri scientifici dell’EFSA.

Parallelamente, i controlli HACCP entrano in una fase nuova: più frequenti, più incrociati e soprattutto molto meno tolleranti rispetto alle incoerenze tra carta e realtà operativa, in linea con il Piano Nazionale di Controllo Ufficiale Pluriennale del Ministero della Salute e con quanto stabilito dal Regolamento (UE) 2017/625.

IL VERO SALTO: AUMENTA IL RISCHIO PER LE IMPRESE

Negli ultimi anni, l’intensificazione delle ispezioni lungo la filiera agroalimentare ha messo in evidenza un problema strutturale: molte aziende risultano formalmente conformi, ma non operative rispetto agli standard richiesti.

“In questo contesto – afferma il Dott. Fulvio Basili, Presidente del CDA e Founder Gruppo Ecosafety – il vero salto è nel livello di esposizione. Oggi non essere perfettamente allineati significa fermo attività, sanzioni e perdita di mercato”.
Le conseguenze non sono più marginali: le non conformità possono arrivare fino a 80.000 euro di sanzioni, come previsto dal D.Lgs. 29/2017, ma soprattutto generare blocchi produttivi e danni reputazionali immediati. È qui che la compliance diventa leva economica, non più adempimento burocratico.

MOCA E BPA: LA FILIERA SOTTO LA LENTE

Uno dei fronti più delicati è quello dei materiali e oggetti a contatto con alimenti (MOCA). Il Regolamento CE 1935/2004 e le normative collegate impongono oggi una visione più ampia: non solo il prodotto finale, ma tutto ciò che entra in contatto con esso deve essere progettato e verificato per evitare rischi per la salute.
Questo significa intervenire su materiali, impianti e linee produttive, con una responsabilità che si estende all’intera filiera. Il rafforzamento delle regole sul BPA rende ancora più evidente questo passaggio: la sicurezza non si gioca più solo sul prodotto, ma sull’intero sistema produttivo, come evidenziato anche dal Centro di referenza nazionale MOCA dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale.

REGOLAMENTO (UE) 2025/351: NUOVE REGOLE SULLE PLASTICHE E DEADLINE 2026

Sul fronte dei materiali a contatto con alimenti, si inserisce un ulteriore elemento di discontinuità normativa rappresentato dal nuovo Regolamento (UE) 2025/351, che modifica il quadro previsto dal Regolamento (UE) n. 10/2011 sulle materie plastiche.

Il provvedimento introduce aggiornamenti rilevanti su sostanze autorizzate, limiti di migrazione e criteri di valutazione della sicurezza, con un impatto diretto su progettazione, produzione e verifica dei materiali e degli impianti.

“Si tratta di un passaggio che impatta in modo concreto anche il mondo delle macchine e degli impianti ad uso alimentare, soprattutto per quanto riguarda i componenti plastici e le verifiche di idoneità al contatto”, evidenzia Mara Drei, tecnico specializzato in idoneità al contatto MOCA per macchine e impianti alimentari.

Particolarmente significativa la scadenza del 16 settembre 2026, termine entro il quale i prodotti dovranno risultare conformi ai nuovi requisiti per poter essere immessi sul mercato, secondo quanto previsto dal Regolamento (UE) 2025/351 e dalle indicazioni dei sistemi di accreditamento dei laboratori.

Per le imprese della filiera alimentare, questo comporta la necessità di avviare tempestivamente attività di verifica, adeguamento e validazione, anche in relazione ai componenti plastici presenti in macchine e linee produttive, rafforzando ulteriormente il ruolo della compliance tecnica come fattore strategico.

HACCP: DALLA CARTA ALLA PROVA DEI FATTI

Anche il sistema HACCP, basato sul Regolamento CE 852/2004, evolve nella sostanza. Non basta più predisporre manuali o procedure: serve un sistema realmente funzionante, aggiornato e verificabile.

Le linee guida europee più recenti hanno rafforzato questo approccio, ampliando la valutazione del rischio anche ai prerequisiti operativi, come indicato nella Comunicazione della Commissione Europea 2022/C 355/01 e negli standard ISO 22000:2018. Il risultato è chiaro: oggi l’HACCP deve essere dinamico, coerente e continuamente dimostrabile.

GRUPPO ECOSAFETY: DALLA NORMA ALL’OPERATIVITÀ

È su questo passaggio – dalla norma alla sua applicazione concreta – che si inserisce il lavoro di GRUPPO ECOSAFETY. L’approccio è tecnico e operativo: non semplice produzione di documenti, ma costruzione di sistemi in grado di reggere ai controlli reali.
Sul fronte MOCA, l’intervento riguarda la verifica dell’idoneità dei materiali, la conformità di macchine e linee produttive, le prove sui materiali attraverso laboratori qualificati secondo protocolli UNI EN 1186 e sistemi accreditati ISO/IEC 17025, e l’implementazione delle buone pratiche di fabbricazione.

Sul versante HACCP, il lavoro si concentra sull’elaborazione e aggiornamento dei manuali, sulla definizione delle procedure operative, sulla formazione del personale e sulle verifiche analitiche e ispettive, con un’attenzione costante alla coerenza tra documentazione e pratica quotidiana.
L’obiettivo è trasformare l’obbligo normativo in strumento di stabilità e continuità economica.

UN SISTEMA PIÙ SICURO, MA PIÙ SELETTIVO

Il rafforzamento delle regole rende il sistema alimentare più sicuro, ma anche più selettivo. Le imprese che non riescono ad adeguarsi rischiano di essere progressivamente escluse dalle filiere più strutturate, dove tracciabilità e conformità sono ormai requisiti imprescindibili, come evidenziato dagli studi dell’Osservatorio Food dell’Università Bocconi e dai rapporti europei coordinati dalla DG SANTE.
“Il punto – sottolinea Basili – non è subire il controllo, ma anticiparlo. La differenza tra un’azienda solida e una esposta al rischio è tutta nella capacità di prevenzione”.

LA NUOVA LINEA: PREVENIRE PER RESTARE SUL MERCATO

Il 2026 impone un cambio di paradigma definitivo: non più conformità dichiarata, ma conformità dimostrata.
“La sicurezza alimentare – conclude Basili – è oggi il vero punto di equilibrio tra tutela della salute e sostenibilità economica. Le imprese che non si adeguano non rischiano solo sanzioni: rischiano di uscire dal mercato”.

DOC logo 200

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


DN Logo OK

Diagnostica

Nobiliore


logo DT

Diagnostica

Tiburtina


logo DND trasparente

Diagnostica

Nobiliore Donna


infermieri oss futuro medium
Covid, Cassazione: è configurabile il reato di epidemia colposa omissiva
shutterstock 1913502571
Malattie neurologiche: oltre 800 scienziati italiani al lavoro su nuovi modelli terapeutici
Gel gambe 455x255 1
Vasculiti sistemiche e rischio trombotico: nuove evidenze per prevenire e curare
tc tomografia computerizzata
Tomografia Computerizzata (TC): cos’è e come funziona
sangue ricerca scaled e1688657867978
Mielofibrosi, un “Libro Bianco” racconta i bisogni dei pazienti e le sfide ancora aperte
storia servizio sanitazio nazionale
Riordino delle professioni sanitarie: la sfida del Sistema Sanitario Nazionale
news 13
“Giornata del Fiocchetto Lilla”: il 15 marzo open day sui disturbi alimentari
110719277 9af49ee6 8279 4dfa 9e4c bc71c6f79997
Caldo e bambini disidratati: i pediatri spiegano come riconoscere i segnali prima che diventino un’emergenza
cadute negli anziani
Cadute negli anziani: un over 65 su cinque è inciampato almeno una volta in un anno
12194474 056d 4c37 a563 2cb7aa16970a
La dieta di Santa Marta: i consigli nutrizionali per la convalescenza di Papa Francesco
Torna in alto